venerdì 22 gennaio 2016

MINISTRO GALLETTI: PUNTARE SULLA MOBILITÀ ECOSOSTENIBILE

“Abbiamo bisogno di puntare sempre più sui mezzi che non inquinano, incentivando la mobilità sostenibile”. È quando ha dichiarato il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti nel suo intervento a Bologna durante la presentazione della flotta di 103 veicoli elettrici acquistati da enti locali e finanziati dalla Regione Emilia-Romagna.

Antonio Fago e Ministro Gian Luca Galletti
Antonio Fago e il  Ministro Gian Luca Galletti

Il ministro ha sottolineato come il progetto regionale sia un  bel segnale, anche per rispondere all’emergenza smog: “Un intervento eccellente, cui dovranno seguire molti altri”, ha aggiunto Galletti, spiegando che l’emergenza polveri sottili “non si risolve con la bacchetta magica, ma con una politica duratura nel tempo”. 

“E’ un problema -
ha detto Galletti -  che in Italia esiste da oltre 30 anni: certamente la situazione è migliorata nel corso del tempo, ma abbiamo ancora molta strada da fare soprattutto nell’area della pianura Padana, che per la sua conformazione morfologica è più adatta a trattenere le polveri rispetto ad altre zone”. 
 
“Da parte del Ministero dell’Ambiente - ha dicharato infine il ministro -  c'è un impegno forte, abbiamo firmato un protocollo d’intesa con Anci e tutte le regioni  italiane, e ci siamo impegnati a spendere velocemente le risorse che già ci sono, cioè oltre 400 milioni per incentivare la mobilità sostenibile".

mercoledì 20 gennaio 2016

ROBOT E IA RIMPIAZZERANNO 5 MILIONI DI POSTI DI LAVORO ENTRO 4 ANNI

La chiamano quarta rivoluzione industriale: entro il 2020 cinque milioni di posti di lavoro andranno persi, rimpiazzati da robot e macchine intelligenti. Ma IoT e cloud creeranno nuove opportunità per chi si aggiornerà e investirà sulla formazione continua. Il 65% dei bambini che oggi inizia la scuola elementare farà da adulto un lavoro che oggi nemmeno esiste. 

Non solo robot che assumeranno le mansioni prime coperte dall'uomo, ma anche intelligenza artificiale, stampanti 3D e i progressi nella genetica, nelle biotecnologie e in altri campi ancora comporteranno una perdita di posti di lavoro che solo in parte sarà compensata dalla creazione di nuove figure professionali. Per dare una misura di questa trasformazione nel report si legge che una delle previsioni più accreditate sul futuro del mondo lavorativo è che il 65% dei bambini che oggi inizia la scuola elementare farà da adulto un lavoro che oggi nemmeno esiste. 

Le cifre dei nuovi disoccupati sono frutto di uno studio del rapporto del World Economic Forum che si apre domani a Davos e che quest'anno ha proprio come tema ufficiale "La quarta rivoluzione industriale". Si parlerà di robotica, stampa 3D, nanotecnologia e biotecnologia e di come cambieranno gli equilibri del nostro scenario economico. Tra i relatori i massimi esponenti dell'hitech. Una indagine che prende il nome di "Future Jobs" e delinea uno scenario già anticipato qualche mese fa da un analogo studio dell'Università di Oxford. Sono stati presi in esame 13 milioni di dipendenti di nove diversi settori industriali e nelle prime 15 economie nazionali del pianeta.
Sono incluse Cina, Stati Uniti, Giappone, Francia, Germania, Messico e Regno Unito: rappresentano circa il 65% della forza lavoro mondiale. Oltre all'impatto dell'automatizzazione, la proiezione del World Economic Forum presuppone nel globale una perdita di 7,1 milioni di posti di lavoro, compensata da un guadagno di due milioni di nuovi posti.  

10 LAVORI SICURI ENTRO IL 2020 

1 SAPER FARE COSE CHE LE MACCHINE NON SANNO ANCORA FARE Purtroppo saranno le donne le grandi perdenti di questa quarta rivoluzione industriale, poiché spesso ricoprono ruoli amministrativi e d'ufficio.  Secondo il rapporto "Future Jobs", ad essere particolarmente colpito dall'avanzare della robotica e dell'intelligenza artificiale sarà in particolare il settore amministrativo: calcolatori si faranno carico dei compiti di routine. Dunque si salveranno tutti quei professionisti che hanno una "marcia in più": conoscono la normativa, sanno come muoversi tra le maglie della burocrazia e risolvono problemi complessi.
2 SAPER PROGRAMMARE E COMPRENDERE L'INNOVAZIONE L'automatizzazione porterà una crescente domanda di alcuni lavori qualificati tra cui gli analisti di dati e gli addetti alle vendite specializzati. Una importante indicazione su cui dovranno soffermarsi tutte le giovani generazioni.

3 UNA LAUREA IN ECONOMIA NON GUASTA
I principali beneficiari dell'innovazione tenderanno ad essere i fornitori di capitali fisici e intellettuali come innovatori, azionisti e investitori, il che spiega il divario crescente di ricchezza tra coloro che dipendono dal capitale e coloro che dipendono dal lavoro. 4 FORMAZIONE CONTINUA SU INNOVAZIONE TECNOLOGICA  La tecnologia è quindi uno dei motivi principali della stagnazione o addirittura del calo dei redditi per la maggioranza della popolazione nei paesi ad alto reddito. Per evitare lo scenario peggiore, cioè il cambiamento tecnologico accompagnato da carenze di talenti, disoccupazione di massa e crescente disuguaglianza è  fondamentale la riqualificazione e l'aggiornamento professionale dei lavoratori.

5. SERVIZI QUALIFICATI PER LA TERZA E QUARTA ETÀ 
Consulenti per il benessere e la salute degli anziani. Servizi alle persone non autosufficienti. La popolazione invecchia e salirà la necessità da parte delle persone di essere seguite da persone sempre più qualificate che sappiano anche usare la tecnologia e la scienza medica quando serve. 


6. ISPETTORI ED ESPERTI AMBIENTALI
specializzati nel monitoraggio dello stato (di salute) di aria, acqua e terra, purtroppo ogni giorno più inquinate.

7. LAUREATI IN NANO-MEDICINA E TELEMEDICINA 
Da quando la tecnologia ha iniziato a fondersi con la medicina rendendo possibili trattamenti e interventi a livello di particelle subatomiche, questo comparto della medicina dovrà certamente essere sfruttato di più. Anche sul piano delle tecniche di auto-medicazione con rilascio regolare e automatico delle sostanze da assumere. E infine la telemedicina, con possibilità di operare a distanza. 

8. INGEGNERI DEI MATERIALI 
Esperti in nuovi materiali dai nanomateriali al grafene ma anche materiali innovativi per l'edilizia ed il design sostenibile. Ma anche energy manager», che dovrà tagliare i consumi di edifici pubblici, privati e aziende.

9. AGRICOLTORE 
Ebbene si: un laureato in agricoltura che curerà ad esempio coltivazioni su edifici a più piani in città per ridurre lo sfruttamento del suolo; o troverà il composto chimico più adatto per fare attecchire una determinata pianta.

10. TURISMO E FOOD 
Con sempre più tempo libero, le persone si orienteranno nell'investimento in viaggi, cultura ed enogastronomia: un mercato senza tempo e in continua crescita (solo in Italia il turismo ha un fatturato nel 2015 di 18 miliardi di euro, con crescita dell'8,6% annuo)

domenica 10 gennaio 2016

BIOMETANO DAI RIFIUTI ORGANICI, CEM AMBIENTE E UNIVERSITÀ DI MILANO-BICOCCA PRESENTANO L'INNOVATIVO IMPIANTO

BioMetano dai rifiuti organici, Cem Ambiente e Università di Milano-Bicocca presentano l’innovativo impianto.


 
A otto mesi dalla prima sperimentazione, vede la luce il prototipo di impianto industriale realizzato con la nuova tecnologia Smart upgrading che “lava” il biogas eliminando la CO2 per ottenere metano. Sviluppata dai ricercatori del Dipartimento di Scienza dei Materiali dell’Università di Milano-Bicocca e sperimentata nella ex discarica di CEM Ambiente a Cavenago Brianza con risultati positivi, oggi la tecnologia ha consentito la realizzazione del primo impianto vero e proprio, che ha lo scopo di verificare l’efficienza della tecnologia sviluppata in condizioni reali di lavoro attraverso l’utilizzo del biogas prodotto presso CEM Ambiente.
La presentazione dell’impianto è avvenuta oggi presso la sede del Cem A Cavenago alla presenza di Virginio Pedrazzi, Amministratore unico Cem Ambiente, di Claudia Maria Terzi, Assessore all’Ambiente della Regione Lombardia, di Roberto Invernizzi, Vice Presidente della Provincia Monza Brianza, e di Danilo Porro, prorettore alla valorizzazione della Ricerca dell’Università di Milano-Bicocca. L’impianto e la tecnologia utilizzata per la sua realizzazione sono stati illustrati da Maurizio Acciarri e Bruno Vodopivec, ricercatori del Dipartimento di Scienza dei Materiali dell’Università di Milano-Bicocca che hanno messo a punto la tecnologia in 5 anni di lavori di laboratorio.