giovedì 11 agosto 2016

AMBIENTE: PROGETTO GEOSWIM PER IL CHECK-UP DI 23 000 KM DI COSTE MEDITERRANEE

Mappare la costa rocciosa del Mediterraneo su una lunghezza complessiva di 23 mila chilometri per studiare i meccanismi di erosione attraverso le variazioni del livello del mare: questo l’obiettivo del progetto scientifico Geoswim, coordinato dall’Università di Trieste in collaborazione con ENEA, che nella sua prima missione 2016 ha fatto tappa al Conero nelle Marche. 
 

La particolarità di questo progetto sta nel fatto che il team di ricercatori lavora in acqua con maschera e pinne, spingendo a nuoto un piccolo laboratorio galleggiante, dal nome mitologico Ciclope, equipaggiato con due telecamere, un sonar e una sonda per le analisi chimico-fisiche.
Esplorando la costa da vicino, metro dopo metro e sotto il pelo dell’acqua - sottolinea Fabrizio Antonioli geomorfologo ENEA che da tre anni partecipa alle spedizioni di Geoswim - possiamo osservare ciò che satelliti ed imbarcazioni non riescono a vedereIn questo modo riusciamo a rilevare le variazioni della costa ‘in continuo’, studiare i meccanismi di erosione costiera e di formazione delle grotte marine e individuare la presenza di sorgenti d’acqua dolce. Tutte queste informazioni ci permettono di calcolare le recenti variazioni di livello del mare”.

lunedì 29 febbraio 2016

IMPATTO AMBIENTALE ZERO? IN GIAPPONE È GIÀ REALTÀ

Come cambierebbe la nostra vita quotidiana se riciclassimo fino all’80% dei rifiuti prodotti nelle nostre città? I cittadini di un piccolo paese sulle montagne dell’Isola di Shikoku (a sud-ovest del Giappone), Kamikatsu hanno cambiato le loro abitudini ma in dodici anni sono arrivati a riciclare quasi tutti i rifiuti prodotti, accingendosi ad essere la prima comunità a rifiuti zero, entro il 2020.

 

  
I 1.700 abitanti di questa cittadina devono lavare, separare e portare nei centri di riciclaggio i rifiuti. Inizialmente, non è stato semplice integrare questa complessa pratica di salvaguarda dell’ambiente con le faccende di vita quotidiana, giacché si tratta di classificare i materiali in 34 categorie differenti. Per esempio, si separano diversi tipi di carta, come riviste, giornali, cartone, etc oppure i tappi dalle bottiglie ma oltre al riciclaggio, c’è in atto un efficiente processo di compostaggio per i rifiuti organici.

Oltre all’attenzione riposta al riciclaggio, Kamikatsu incoraggia anche il riutilizzo di materiale in disuso, come cappelli, borse, vestiti, bambole, etc che nel negozio “kuru-kuru” (circolare in giapponese) riprendono anima, grazie al laboratorio che rivaluta e riadatta questi oggetti.
Questa rivoluzione ecologica della città è stata organizzata e viene gestita da un’associazione no-profit, “Zero Waste Accademy” e il centro di riciclaggio viene visitato da studenti e organizzazioni internazionali (2.500 visitatori l’anno a partire dal 2014). Questa associazione ha sedi in molte parti del mondo, per chiunque fosse interessato a questo progetto, consultare il sito www.zerowasteinstitute.org.
Fino al 2003 questa città smaltiva i rifiuti in un inceneritore a cielo aperto, pratica dannosa sia per l’ambiente sia per la salute della popolazione. Anche se inizialmente i cittadini hanno trovato difficile districarsi tra le rigide e articolate regole imposte, ora, il suo obiettivo è raggiungere il 100% di smaltimento ecologico del materiale. Per raggiungere questo traguardo, il passo successivo sarà quello di evitare del tutto la produzione di rifiuti, coinvolgendo nel processo anche le realtà lavorative, oltre che i singoli.

Seppur Kamikatsu è stata il simbolo mediatico di questa nuova visione concreta di impatto ambientale zero, anche altre città nel mondo stanno portando avanti delle politiche di riciclaggio molto simili, come Berkeley in California con quasi l’80% e San Francisco con il 70% di materiale di scarto riciclato.

mercoledì 24 febbraio 2016

A TU PER TU CON LA RICERCA: La sicurezza alimentare e le risorse ambientali con il CNR

I ricercatori incontrano i visitatori e dialogano sui temi delle loro ricerche attraverso le attività nei laboratori del Museo.


Come la scienza può aiutare ad avere cibi più sani e di qualità? In che modo le tecnologie possono garantire la sicurezza e smascherare le frodi in campo alimentare? Come si possono trasformare le acque di scarto in una risorsa o migliorare le coltivazioni grazie alla matematica e alle immagini satellitari? I ricercatori del Consiglio Nazionale delle ricerche incontrano i visitatori del Museo per dialogare sui temi della ricerca in campo agro-alimentare e ambientale. 

Le attività sperimentali nei laboratori e l’esposizione interattiva #FoodPeople, insieme alla novità dello speed dating fra ricercatori e studenti, sono gli strumenti progettati dal Museo per coinvolgere attivamente i visitatori in un confronto informale con i ricercatori del CNR. I ricercatori si mettono in gioco in prima persona e in modo nuovo riconoscendo il valore del coinvolgimento del pubblico.
Gli appuntamenti sono distribuiti per gli adulti e le famiglie nei fine settimana 20-21 febbraio e 27-28 febbraio e per gli studenti delle scuole superiori nei lunedì 22 e 29 febbraio. Sabato 20 e domenica 21 le attività nei laboratori con i ricercatori saranno dedicate alla sicurezza alimentare mentre sabato 27 e domenica 28 alle risorse ambientali. 

Per le classi, le attività nei laboratori con i ricercatori riprenderanno le stesse tematiche. A queste si aggiungerà la modalità innovativa dello speed dating: gli studenti, divisi in piccoli gruppi, avranno a disposizione per 3 volte 10 minuti in cui dialogare con un diverso ricercatore. Lo scopo è duplice: rappresentare in modo informale e personale la ricerca svolta dal CNR e creare un contesto favorevole al confronto fra i ricercatori e gli studenti.

Circa 1250 persone nel complesso potranno partecipare alle diverse attività che coinvolgeranno più di 15 ricercatori.

L’iniziativa A tu per tu con la ricerca - La sicurezza alimentare e le risorse ambientali con il CNR è realizzata nel quadro del progetto “Spazi Espositivi per la Ricerca – Padiglione Italia EXPO2015”, sviluppato nell’ambito dell’Accordo Quadro Regione Lombardia – CNR, e realizzato con la compartecipazione di Unioncamere Lombardia. Il progetto ha avuto e ha l’obiettivo di valorizzare le eccellenze lombarde nel campo della ricerca e innovazione nei settori agroalimentare e ambiente, sia durante i sei mesi dell’esposizione universale Expo Milano 2015 che nel post Expo, promuovendo la diffusione dei risultati della ricerche e la conoscenza delle innovazioni prodotte in questi settori. L’iniziativa A tu per tu con la ricerca - La sicurezza alimentare e le risorse ambientali con il CNR, sviluppata dal Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano e dal CNR in collaborazione con Regione Lombardia, si inserisce tra le attività di approfondimento e di sensibilizzazione sulle sfide future della ricerca e dell'innovazione in ambito di sicurezza alimentare e di gestione delle risorse ambientali, promosse nell’ambito del progetto. 

Luca Del Gobbo, Assessore all'Università, Ricerca e Open Innovation della Regione Lombardia dichiara: "La ricerca e lo sviluppo innovativo sono settori strategici e trasversali, che possono arrivare ad abbracciare ogni aspetto del nostro vivere quotidiano. La scienza raggiunge il suo obiettivo più elevato se non perde di vista la sua mission principale: migliorare la qualità della vita del cittadino, a partire dall'ambito della sicurezza alimentare. Fare sì che tutto il cibo sia sicuro non è un'impresa semplice. Ma oggi è concretamente possibile ripensare ai modelli di produzione alimentare in chiave di food safety e food security. Iniziative come questa vanno proprio nella direzione giusta: diffondere la cultura della produzione alimentare sostenibile e della lotta allo spreco, intervenendo sul ciclo produttivo, dalla coltivazione fino alla distribuzione".


Weekend 20-21 e 27-28 febbraio appuntamenti per adulti e famiglie.
Lunedì 22 e 29 febbraio incontri per le scuole superiori.
Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia
Via San Vittore 21, Milano

PROGRAMMA PER IL PUBBLICO DEI WEEKEND
Le attività sono incluse nel biglietto d’ingresso al Museo e prenotabili all’ingresso il giorno stesso fino a esaurimento posti.
Da 8 anni, durata 45 minuti circa.

SICUREZZA ALIMENTARE
Sabato 20 e domenica 21 febbraio
Impronte digitali del cibo
Sabato ore 14.30 e 16.30, i.lab Alimentazione
Scopri in che modo le nuove tecnologie permettono di mostrare gli zuccheri contenuti nel miele e da dove arrivano i chicchi di caffè, come possono garantire la sicurezza e smascherare le frodi.
Packaging
Sabato ore 14.30 e 16.30, i.lab Materiali
Conosci nuovi e divertenti materiali. Inventa un imballaggio piccolo e leggero che possa proteggere un fragile vasetto in un crash test.
DNA in tavola
Sabato ore 15.30 e 17.30, domenica ore 15 e 17, i.lab Genetica
Cosa stai mangiando davvero? Sperimenta come estrarre il DNA dal cibo e come vengono usate le sue informazioni per garantire sicurezza e qualità degli alimenti.
Microrganismi nel piatto
Domenica ore 14 e 16, i.lab Alimentazione
Sperimenta le potenzialità dei batteri lattici e fai un formaggio con un maggior contenuto di vitamine e un tenore ridotto di colesterolo.

RISORSE AMBIENTALI
Sabato 27 e domenica 28 febbraio
Acqua in bocca
Sabato ore 14.30 e 16.30, domenica ore 14 e 16, i.lab Biotecnologie
La beviamo, la usiamo per irrigare i campi e per lavare. Ma cos’è l’acqua e cosa le succede dopo il nostro utilizzo? Analizza diversi tipi di acqua e scopri come trasformare le acque di scarto in un bene prezioso.
Hai detto canapa?
Sabato ore 15.30 e 17.30, domenica ore 15 e 17, i.lab Materiali
Semi, fibre e olio. Sperimenta come utilizzare le diverse parti della canapa. Scopri varietà, storia e proprietà sconosciute di questa pianta. 
Satelliti e matematica in campo
Domenica ore 15 e 17, visita guidata a #FoodPeople
Visita lo “schifidarium” della mostra per conoscere le piante e i microrganismi che minacciano la crescita del grano e della vite e scopri in che modo la matematica e le immagini satellitari contribuiscono a combatterli.

Il programma dettagliato e aggiornato di tutte le attività (mostre temporanee, visite guidate, laboratori interattivi) del Museo sarà disponibile all’indirizzo http://www.museoscienza.org/attivita

mercoledì 17 febbraio 2016

Nasce MARINE: una rete tra istituzioni, ricerca e imprese sul futuro del mare tra risorse, innovazione e opportunità

LECCE – Oltre venti aziende e rappresentanti del mondo dell’impresa, dieci istituti di ricerca, esponenti d’istituzioni regionali e locali, le associazioni di categoria e gli enti interessati dall’economia del mare.

Tutti insieme a Lecce la mattina di giovedì 28 gennaio 2016 (Sala Open Space in Piazza Sant’Oronzo, ore 09.30) per dare il via al Protocollo d’Intesa MARINE, il primo accordo che mira a fare del mare e delle coste il cuore dello sviluppo sostenibile del territorio.

Mentre l’Europa scommette sulla Crescita Blu (Blue Growth) – la creazione di nuove opportunità di lavoro e di realtà produttive nei settori dell’economia che riguarda il mare, i fondali marini e le coste – la Puglia e Lecce rispondono con un’iniziativa altamente innovativa per creare le migliori condizioni possibili per fare in modo che il mare possa essere vissuto dalla comunità e dal territorio come una risorsa socio-economica nel rispetto della sostenibilità.

MARINE (Rete pugliese Interdisciplinare multi-settore per l’innovazione tecnologica, la ricerca scientifica e lo sviluppo di servizi Marini e Marittimi nell’ambito dell’Economia Blu) è il nome del Protocollo d’Intesa che ha per protagonisti importanti centri di ricerca, aziende, associazioni e operatori dei settori produttivi che fanno squadra e danno vita a un patto che apre la strada a una nuova visione dell’economia del territorio con prospettive e opportunità dal respiro internazionale.

Il Protocollo d’intesa MARINE sarà presentato giovedì 28 gennaio, nella Sala Polifunzionale “Open Space” – Piazza S.Oronzo  a LECCE, a partire dalle ore 09.30.
Giornalisti e i media sono invitati a partecipare

INTERVENGONO
Gaetano Messuti - Vice Sindaco del Comune di Lecce
Loredana Capone - Assessore Sviluppo Economico Regione Puglia
Anna Maria Curcuruto - Assessore Pianificazione Territoriale Regione Puglia
Bernardo Notarangelo - Segretario Generale di G.R. Regione Puglia
Raffaele Parlangeli - Settore Programmazione Strategica Comune di Lecce
Domenico Fazio - Prorettore Vicario Università del Salento
Nadia Pinardi - Fondazione CMCC
Ferdinando Boero - Università del Salento – Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche e Ambientali
Angelo Corallo - Università del Salento - Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione
Francesco Pacella - GAC Adriatico Salentino
Giancarlo Negro - Links
Giovanni Sylos Labini - Planetek
Giampaolo Buonfiglio - UNIMAR

Enti di ricerca, imprese e associazioni che partecipano a MARINE sono i seguenti

Centri di ricerca: CMCC - Fondazione Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, CNR IAMC (Istituto per l'ambiente marino costiero), CNR ISAC (Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima), CNR ISMAR (Istituto di scienze marine), IAMB Bari      
ISME Genova, Politecnico di Bari, Università degli Studi di Bari "Aldo Moro", Università degli Studi di Foggia, Università del Salento - DII, DISTEBA.

Aziende, consorzi: APPHIA s.r.l., Coastal Consulting and Exploration s.r.l. (CCE), Consorzio UNIMAR S.c.ar.l., D'Appolonia SpA, D.A.R.E. - Distretto Tecnologico Agroalimentare, ECOTARAS SpA, Enviromental Surveys S.r.l., GAC - Gruppo d'Azione Costiera Adriatico Salentino, Links SpA, Maricultura pugliese, Planetek Italia S.r.l., Porto di San Foca, Brindisi, Santa Maria di Leuca, Spartan srl, Tecnosea s.r.l.

Associazioni: Coldiretti, FederBalneari Salento, FIV - Federazione Italiana Vela, I Corsari.

Istituzioni: Area Marina protetta di Torre Guaceto, Area Marina protetta di Porto Cesareo, Lega Navale di Otranto , Guardia Costiera, Autorità Portuale del Levante, Autorità di Bacino Puglia.
   
DOVE: Sala Polifunzionale “Open Space” – Piazza S.Oronzo  - LECCE
QUANDO: giovedì 28 gennaio 2016 – ore 09.30 – 13.30

sabato 13 febbraio 2016

IN PIEMONTE FINANZIAMENTI A FONDO PERDUTO PER LA RICERCA INDUSTRIALE

Si tratta di una importante occasione per realizzare, con finanziamento a fondo perduto fino al 40% delle spese di investimento ammesse, progetti di ricerca industriale e attività di sviluppo sperimentale. I contributi massimi ammissibili sono pari a 300mila € in MANUNET; 150mila € in INCOMERA.
Cosa sapere, come partecipareAPI Torino - martedì 16 febbraio 2016 - ore 9,30
La Regione Piemonte ha messo a disposizione 2 milioni di euro per il programma Manunet  e un ulteriore milione per il programma INCOMERA per progetti transnazionali di ricerca industriale e/o sviluppo sperimentale in ambito manifatturiero (Manunet) e per iniziative sui “nuovi materiali” (INCOMERA).
Si tratta di una importante occasione per realizzare, con finanziamento a fondo perduto fino al 40% delle spese di investimento ammesse, progetti di ricerca industriale e attività di sviluppo sperimentale. I contributi massimi ammissibili sono pari a 300mila € in MANUNET; 150mila € in INCOMERA.
Possono partecipare tutte le micro, piccole e medie imprese piemontesi operanti in qualsiasi settore (non solo nel settore manifatturiero). Una peculiarità dei due programmi è che detti soggetti sono ammissibili a condizione che siano raggruppati in consorzi, associazioni temporanee di imprese o altre forme contrattuali. I suddetti raggruppamenti devono essere costituiti da almeno due P.M.I. di cui almeno una con sede in Piemonte ed almeno una con sede in una delle Regioni non italiane o in uno dei Paesi stranieri aderenti ai programmi (le liste delle regioni partner sono disponibili sui siti web www.manunet.net, www.incomera.eu).

Per comprendere meglio le possibilità, API Torino e Centro Servizi PMI, hanno programmato un incontro interamente dedicato ai programmi, che si svolgerà in due momenti. Nella prima parte saranno presentati i due bandi e le modalità di partecipazione; nella seconda parte dell’incontro le imprese presenti potranno illustrare ad esperti progettisti del Centro Servizi PMI eventuali idee progettuali da sviluppare nell’ambito delle due iniziative.
PROGRAMMA: 
dalle 9,30 alle 11,00: presentazione delle opportunità offerte dal Bando, i contenuti e le modalità per accedervi.
dalle 11,00 alle 13,00: incontri “one to one”, durante i quali le imprese presenti potranno illustrare ad esperti progettisti del Centro Servizi PMI eventuali idee progettuali da sviluppare nell’ambito dei programmi Manunet e Incomera.
Per confermare la partecipazione si prega di contattare l’Ufficio Studi: e-mail: studi@apito.it; Tel.: 011-4513.337

venerdì 12 febbraio 2016

MATTARELLA AL CENTRO NASA DI HOUSTON INCONTRA SAMANTHA CRISTOFORETTI

La ricerca e lo sviluppo nello Spazio sono un fattore "importante per il futuro del Paese". Sergio Mattarella non ha dubbi. Nel giorno in cui il New York Times ha dato rilevanza alla scoperta delle onde gravitazionali, in cui l'Italia ha avuto un importante ruolo nel confermare quanto Albert Einstein aveva previsto 100 anni fa, il presidente della repubblica italiana è orgoglioso. Quell'orgoglio lo ha mostrato da Houston, Texas, dove oggi ha visitato la Nasa, ultima tappa del suo primo viaggio in Usa da presidente.
Oggi è "una giornata storica" perché il New York Times oggi in edicola "apre sulla conferma delle onde gravitazionali e cita in modo esplicito il contributo dell'Italia" e proprio oggi il presidente Mattarella è in visita alla Nasa a testimonianza del grandissimo impegno dell'Italia nel settore astronautico. È quanto detto dal presidente dell'Agenzia spaziale italiana (Asi) Roberto Battiston che ha accompagnato il capo dello Stato nella sua visita al centro della Nasa di Houston.

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"Sono cose che fanno grande piacere e vanno prese come uno stimolo a fare meglio". Anche più finanziamenti? "Mi auguro di sì", ha detto definendo la sua visita "emozionante e affascinante, un motivo di orgoglio per l'Italia"
Quello dei finanziamenti non è un tema da poco. Se il governo americano ha destinato alla Nasa 19,6 miliardi di dollari per l'anno fiscale 2016, il governo italiano investe nello Spazio attraverso l'Agenzia spaziale italiana 700 milioni di euro. 
La cifra si confronta con gli 1,3 miliardi della Germania e i 2 miliardi circa della Francia.  La visita è continuata al Johnson Space Center della Nasa, con l'incontro di diversi astronauti italiani: con lui c'erano nelle loro tute blu Samantha Cristoforetti, Luca Parmitano, Walter Villadei, Roberto Vittori e Paolo Nespoli (sarà quest'ultimo il prossimo astronauta italiano a raggiungere la Stazione spaziale internazionale nel 2017, dove resterà per sei mesi).
"La quantità delle risorse dipende dalla strategia politica di un singolo Paese", ci spiega Roberto Battiston. "È noto che ogni euro speso (nella ricerca nello spazio, ndr) produce un ritorno che va da due a sei", ha chiarito Battiston lanciando "un messaggio semplice: investore porta a guadagno, quindi bisogna farlo in modo affidabile, gestendo accordi nazionali e internazionali, guardando al futuro e sviluppando delle tecnologia sempre all'avanguardia. L'Italia ha saputo fare queste cose. Le sa fare. Ci auguriamo di continuare a farle". Dal punto di vista dell'Asi "il sostegno del governo è fondamentale ma deve esserci una risposta molto forte anche del mondo dell'industria perché abbiamo bisogno di imprese competitive".
Battiston ha poi parlato anche della sfida di un lancio su Marte definendola anche un investimento per il mondo. Su questa futura missione, ha aggiunto, l'Italia è in prima fila ma è importante che tutti i Paesi del mondo si mettano insieme perché questa è una sfida di pace ed il mondo ne ha bisogno". Battiston ha ricordato che "ogni euro speso in questo settore produce un ritorno da due a sei volte e quindi investire porta guadagno. L'Italia ha saputo farlo e continua a farlo. Noi abbiamo un'attività spaziale di altissimo livello e naturalmente, oltre al settore privato, serve il sostegno del governo".​
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venerdì 22 gennaio 2016

MINISTRO GALLETTI: PUNTARE SULLA MOBILITÀ ECOSOSTENIBILE

“Abbiamo bisogno di puntare sempre più sui mezzi che non inquinano, incentivando la mobilità sostenibile”. È quando ha dichiarato il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti nel suo intervento a Bologna durante la presentazione della flotta di 103 veicoli elettrici acquistati da enti locali e finanziati dalla Regione Emilia-Romagna.

Antonio Fago e Ministro Gian Luca Galletti
Antonio Fago e il  Ministro Gian Luca Galletti

Il ministro ha sottolineato come il progetto regionale sia un  bel segnale, anche per rispondere all’emergenza smog: “Un intervento eccellente, cui dovranno seguire molti altri”, ha aggiunto Galletti, spiegando che l’emergenza polveri sottili “non si risolve con la bacchetta magica, ma con una politica duratura nel tempo”. 

“E’ un problema -
ha detto Galletti -  che in Italia esiste da oltre 30 anni: certamente la situazione è migliorata nel corso del tempo, ma abbiamo ancora molta strada da fare soprattutto nell’area della pianura Padana, che per la sua conformazione morfologica è più adatta a trattenere le polveri rispetto ad altre zone”. 
 
“Da parte del Ministero dell’Ambiente - ha dicharato infine il ministro -  c'è un impegno forte, abbiamo firmato un protocollo d’intesa con Anci e tutte le regioni  italiane, e ci siamo impegnati a spendere velocemente le risorse che già ci sono, cioè oltre 400 milioni per incentivare la mobilità sostenibile".

mercoledì 20 gennaio 2016

ROBOT E IA RIMPIAZZERANNO 5 MILIONI DI POSTI DI LAVORO ENTRO 4 ANNI

La chiamano quarta rivoluzione industriale: entro il 2020 cinque milioni di posti di lavoro andranno persi, rimpiazzati da robot e macchine intelligenti. Ma IoT e cloud creeranno nuove opportunità per chi si aggiornerà e investirà sulla formazione continua. Il 65% dei bambini che oggi inizia la scuola elementare farà da adulto un lavoro che oggi nemmeno esiste. 

Non solo robot che assumeranno le mansioni prime coperte dall'uomo, ma anche intelligenza artificiale, stampanti 3D e i progressi nella genetica, nelle biotecnologie e in altri campi ancora comporteranno una perdita di posti di lavoro che solo in parte sarà compensata dalla creazione di nuove figure professionali. Per dare una misura di questa trasformazione nel report si legge che una delle previsioni più accreditate sul futuro del mondo lavorativo è che il 65% dei bambini che oggi inizia la scuola elementare farà da adulto un lavoro che oggi nemmeno esiste. 

Le cifre dei nuovi disoccupati sono frutto di uno studio del rapporto del World Economic Forum che si apre domani a Davos e che quest'anno ha proprio come tema ufficiale "La quarta rivoluzione industriale". Si parlerà di robotica, stampa 3D, nanotecnologia e biotecnologia e di come cambieranno gli equilibri del nostro scenario economico. Tra i relatori i massimi esponenti dell'hitech. Una indagine che prende il nome di "Future Jobs" e delinea uno scenario già anticipato qualche mese fa da un analogo studio dell'Università di Oxford. Sono stati presi in esame 13 milioni di dipendenti di nove diversi settori industriali e nelle prime 15 economie nazionali del pianeta.
Sono incluse Cina, Stati Uniti, Giappone, Francia, Germania, Messico e Regno Unito: rappresentano circa il 65% della forza lavoro mondiale. Oltre all'impatto dell'automatizzazione, la proiezione del World Economic Forum presuppone nel globale una perdita di 7,1 milioni di posti di lavoro, compensata da un guadagno di due milioni di nuovi posti.  

10 LAVORI SICURI ENTRO IL 2020 

1 SAPER FARE COSE CHE LE MACCHINE NON SANNO ANCORA FARE Purtroppo saranno le donne le grandi perdenti di questa quarta rivoluzione industriale, poiché spesso ricoprono ruoli amministrativi e d'ufficio.  Secondo il rapporto "Future Jobs", ad essere particolarmente colpito dall'avanzare della robotica e dell'intelligenza artificiale sarà in particolare il settore amministrativo: calcolatori si faranno carico dei compiti di routine. Dunque si salveranno tutti quei professionisti che hanno una "marcia in più": conoscono la normativa, sanno come muoversi tra le maglie della burocrazia e risolvono problemi complessi.
2 SAPER PROGRAMMARE E COMPRENDERE L'INNOVAZIONE L'automatizzazione porterà una crescente domanda di alcuni lavori qualificati tra cui gli analisti di dati e gli addetti alle vendite specializzati. Una importante indicazione su cui dovranno soffermarsi tutte le giovani generazioni.

3 UNA LAUREA IN ECONOMIA NON GUASTA
I principali beneficiari dell'innovazione tenderanno ad essere i fornitori di capitali fisici e intellettuali come innovatori, azionisti e investitori, il che spiega il divario crescente di ricchezza tra coloro che dipendono dal capitale e coloro che dipendono dal lavoro. 4 FORMAZIONE CONTINUA SU INNOVAZIONE TECNOLOGICA  La tecnologia è quindi uno dei motivi principali della stagnazione o addirittura del calo dei redditi per la maggioranza della popolazione nei paesi ad alto reddito. Per evitare lo scenario peggiore, cioè il cambiamento tecnologico accompagnato da carenze di talenti, disoccupazione di massa e crescente disuguaglianza è  fondamentale la riqualificazione e l'aggiornamento professionale dei lavoratori.

5. SERVIZI QUALIFICATI PER LA TERZA E QUARTA ETÀ 
Consulenti per il benessere e la salute degli anziani. Servizi alle persone non autosufficienti. La popolazione invecchia e salirà la necessità da parte delle persone di essere seguite da persone sempre più qualificate che sappiano anche usare la tecnologia e la scienza medica quando serve. 


6. ISPETTORI ED ESPERTI AMBIENTALI
specializzati nel monitoraggio dello stato (di salute) di aria, acqua e terra, purtroppo ogni giorno più inquinate.

7. LAUREATI IN NANO-MEDICINA E TELEMEDICINA 
Da quando la tecnologia ha iniziato a fondersi con la medicina rendendo possibili trattamenti e interventi a livello di particelle subatomiche, questo comparto della medicina dovrà certamente essere sfruttato di più. Anche sul piano delle tecniche di auto-medicazione con rilascio regolare e automatico delle sostanze da assumere. E infine la telemedicina, con possibilità di operare a distanza. 

8. INGEGNERI DEI MATERIALI 
Esperti in nuovi materiali dai nanomateriali al grafene ma anche materiali innovativi per l'edilizia ed il design sostenibile. Ma anche energy manager», che dovrà tagliare i consumi di edifici pubblici, privati e aziende.

9. AGRICOLTORE 
Ebbene si: un laureato in agricoltura che curerà ad esempio coltivazioni su edifici a più piani in città per ridurre lo sfruttamento del suolo; o troverà il composto chimico più adatto per fare attecchire una determinata pianta.

10. TURISMO E FOOD 
Con sempre più tempo libero, le persone si orienteranno nell'investimento in viaggi, cultura ed enogastronomia: un mercato senza tempo e in continua crescita (solo in Italia il turismo ha un fatturato nel 2015 di 18 miliardi di euro, con crescita dell'8,6% annuo)

domenica 10 gennaio 2016

BIOMETANO DAI RIFIUTI ORGANICI, CEM AMBIENTE E UNIVERSITÀ DI MILANO-BICOCCA PRESENTANO L'INNOVATIVO IMPIANTO

BioMetano dai rifiuti organici, Cem Ambiente e Università di Milano-Bicocca presentano l’innovativo impianto.


 
A otto mesi dalla prima sperimentazione, vede la luce il prototipo di impianto industriale realizzato con la nuova tecnologia Smart upgrading che “lava” il biogas eliminando la CO2 per ottenere metano. Sviluppata dai ricercatori del Dipartimento di Scienza dei Materiali dell’Università di Milano-Bicocca e sperimentata nella ex discarica di CEM Ambiente a Cavenago Brianza con risultati positivi, oggi la tecnologia ha consentito la realizzazione del primo impianto vero e proprio, che ha lo scopo di verificare l’efficienza della tecnologia sviluppata in condizioni reali di lavoro attraverso l’utilizzo del biogas prodotto presso CEM Ambiente.
La presentazione dell’impianto è avvenuta oggi presso la sede del Cem A Cavenago alla presenza di Virginio Pedrazzi, Amministratore unico Cem Ambiente, di Claudia Maria Terzi, Assessore all’Ambiente della Regione Lombardia, di Roberto Invernizzi, Vice Presidente della Provincia Monza Brianza, e di Danilo Porro, prorettore alla valorizzazione della Ricerca dell’Università di Milano-Bicocca. L’impianto e la tecnologia utilizzata per la sua realizzazione sono stati illustrati da Maurizio Acciarri e Bruno Vodopivec, ricercatori del Dipartimento di Scienza dei Materiali dell’Università di Milano-Bicocca che hanno messo a punto la tecnologia in 5 anni di lavori di laboratorio.