domenica 29 novembre 2015

QUANDO LA MONTAGNA È GREEN ANCHE D'INVERNO

Sulle Dolomiti Trentine, interventi per il miglioramento dei sistemi di innevamento programmato e numerose iniziative legate alla sostenibilità ambientale: l’inverno è alle porte e la skiarea San Martino di Castrozza-Passo Rolle si prepara a far scendere in pista tante novità. Nei territori ai piedi delle Pale di San Martino, dichiarati 100% rinnovabili da Legambiente, la stagione invernale strizza l’occhio al green con impianti di risalita alimentati da energia rinnovabile, piste che si snodano all’interno di un parco naturale e sci dall'anima formidabile. Non solo: durante le lunghe giornate trascorse in pista, mentre spirito e corpo si rigenerano, anche l’auto si ricarica… gratis e senza inquinare.

150 impianti di risalita, 390 chilometri di piste e 4 dei comprensori sciistici più spettacolari delle Dolomiti: sono questi i numeri di “Valle Silver”, il nuovo skipass che permetterà di sciare in libertà e con un unico abbonamento sulle piste di San Martino di Castrozza - Passo Rolle, Val di Fassa - Carezza, Val di Fiemme – Obereggen e Alpe Lusia - San Pellegrino. Due le tipologie di abbonamento disponibili, entrambe ad un prezzo particolarmente conveniente visto che in prestagione la formula 5 giorni adulti partirà da 174,00 euro, mentre quella 6 giorni da 200,00 euro.

sabato 28 novembre 2015

VERSO LA COP21 DI PARIGI

La COP21 di Parigi è imminente. Sapete già tutto su questo evento, così importante per il futuro del nostro pianeta

cop21


Inannzitutto, il termine “COP” sta per “Conference of Parties”, Conferenza delle Parti. In questo caso, le “parti” sono i 196 firmatari dell’UNFCCC (United Nations Framework Convention on Climate Change). Questa convenzione è entrata in vigore nel 1994, due anni dopo essere stata stilata all’Earth Summit di Rio de Janeiro. 

Da allora, le “parti” si sono incontrate alla fine di ogni anno, per raggiungere un accordo globale sul taglio delle emissioni di gas serra. Siamo arrivati ad una concentrazione di CO2, in atmosfera, di 400 parti per milione: un aumento del 43 % rispetto ai tempi pre-rivoluzione industriale. A quanto pare, il 2015 è stato l’anno più caldo dal 1880. 

Di questo passo, in base alle stime dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc), nel giro di vent’anni avremo raggiunto la soglia critica dei 2°C in più: questo è il limite massimo fissato dai climatologi, il punto di non ritorno, oltre il quale gli attuali squilibri potrebbero assumere caratteri catastrofici. La COP21 di Parigi è l’ultimo momento utile per cercare di schivare il proiettile, e i leader mondiali ne sono consapevoli. A questo servono gli impegni già presentati all’Onu da 166 Paesi, le cosiddette “Indc” (Intended Nationally Determined Contributions), cioè impegni volontari di riduzione. In pratica, i governi si presenteranno a Parigi con piani separati e autonomi, in cui ognuno ha scelto il suo punto di partenza e di arrivo. 

Se vi state domandando il perché di questa strategia, è presto detto. Dopo vent’anni di mediazione da parte dell’Onu, i negoziatori hanno capito che imporre dall’alto degli obiettivi di riduzione non funziona. Non siamo più ai tempi del Protocollo di Kyoto, quando il taglio delle emissioni interessava solo una trentina di Paesi. Adesso bisogna puntare a coinvolgere la maggior parte dei 195 governi che saranno a Parigi. In ogni caso, anche questa strategia “dal basso” ha i suoi svantaggi. Il primo è che sarà molto più difficile trovare un punto in comune. 

Il secondo è che i vari impegni volontari non bastano per contenere il riscaldamento del clima entro i 2°C. In base all’analisi dell’Unfcc, sommando le riduzioni delle emissioni contenute nelle Indc, si arriverebbe ad un riscaldamento globale di almeno 2,7°C, che è ben oltre la soglia di sicurezza. Solo poche nazioni, fra cui l’Unione Europea e gli Stati Uniti, hanno specificato degli obiettivi di riduzione in termini assoluti. Ad esempio, gli stati europei si impegnano a riduzioni nazionali di almeno il 40 % nelle emissioni di gas serra, rispetto ai livelli del 1990, entro il 2030. 

Altre nazioni, come la Cina, non hanno stabilito un target di riduzione, ma un determinato anno entro il quale le emissioni dovranno raggiungere il loro picco. Nel caso della Cina, il 2030. Questo significa che, fino ad allora, le sue emissioni continueranno ad aumentare. Semplicemente, si spinge in avanti il momento in cui la curva delle emissioni dovrà cominciare a scendere; e a quel punto, per evitare le conseguenze più disastrose dell’effetto serra, la discesa dovrà essere molto più precipitosa. Un impegno per ridurre le emissioni di anidride carbonica è fondamentale; ma un impegno che non sia condiviso con i Paesi a più forti emissioni (appunto Cina, India, USA, ecc.) darà benefici pari a zero. L’augurio è che, a Parigi, si possa stabilire un accordo per alzare progressivamente l’asticella dei tagli. Ma non sarà facile mettere tutti d’accordo.

Fonte: Gravità Zero, da un articolo di Benedetta Bianco

venerdì 27 novembre 2015

L'EDILIZIA DEL FUTURO È SEMPRE PIÙ GREEN

Innovare diventa la parola chiave

La bioedilizia è anche quest’anno al centro della 28ª edizione del salone Restructura, organizzato da Gl events, che vede presenti come sempre in prima linea CNA Torino ed in particolare CNA Costruzioni, impegnate da anni nel promuovere la cultura d’impresa di artigiani e costruttori su questa materia così importante anche attraverso la partecipazione a Restructura.



CNA è fortemente convinta – spiegano il Presidente e il Segretario di CNA Costruzioni, Andrea Talaia e Giovanni Brancatisano – che il rilancio delle costruzioni sarà possibile solo in chiave green, lavorando per riqualificare le nostre città senza consumare nuovi suoli, mettendo in sicurezza i territori dal rischio idrogeologico, puntando sull’efficientamento energetico e sul benessere abitativo”.

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ANTONIO FAGO: ECCO PERCHÉ SALVAGUARDARE L'AMBIENTE È UN DOVERE DI TUTTI


La crisi ha colpito duramente la filiera piemontese composta da edilizia, costruzioni, impiantistica e serramenti: 60.000 posti di lavoro persi in 4 anni (2009/2013); diminuzione del 24% degli investimenti; procedure fallimentari  aumentate del  27%; crollo del 45% delle compravendite delle unità abitative; perdurare  dello stallo dei mutui; pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione che superano i 5 mesi di attesa, e in molti casi, arriva oltre i 12 mesi. Se l’economia nel 2015 mostra i primi segni di ripresa, questo per l’edilizia non avviene, in particolare per le nuove costruzioni. La crisi delle costruzioni, come ha ben documentato il Cresme, anticipando per CNA i dati del XXIII rapporto congiunturale, ha avuto un effetto selettivo in termini di tipologie di prodotti, di servizi, di modelli di offerta e di territori. Il mercato delle costruzioni e quello immobiliare oggi vedono la presenza di nuovi soggetti che prima non c’erano. Innovare diventa la parola chiave. La riqualificazione la fa da padrona, ma quali sono gli elementi per fissare le strategie di impresa per il futuro?

CNA, in questa edizione di Restructura, tenta di rispondere a questa domanda spiegando come l’innovazione tecnologica e dei materiali utilizzati sia in parte una riscoperta di tradizioni e saperi del passato e ciò chiarisce il ruolo chiave dei mestieri artigiani: da qui il titolo del concorso d’abilità “L’innovazione della tradizione” dove saranno presentati al grande pubblico e premiate case history innovative del made in Italy (aziende che hanno investito in formazione, attrezzature, materiali innovativi), scelte per rappresentare come si deve costruire e aziende che nel corso della manifestazione realizzeranno dimostrazioni dal vivo nel segno della tradizione (decorazione, restauro e finiture ecc.). Sempre in questo senso va letta anche la realizzazione di un’area cantiere per le soluzioni di edilizia ecosostenibile e la terza edizione della dimostrazione “Finiture ad arte”, organizzata in collaborazione con il Formedil, che coinvolgerà scuole edili di tutta Italia sul tema degli orti verticali. Un tema a cui si lega anche il convegno “L’agricoltura in città” tenuto dal docente in pensione del Politecnico Giovanni Brino, che farà una panoramica del verde “agricolo” della Città metropolitana dagli anni Sessanta ad oggi: se ne contrano ancora circa 2 milioni di metri quadri per un totale di quasi 80 mila persone coinvolte, un fenomeno di cui non si può non tenere conto nel riflettere sulla sostenibilità delle città future, ma anche nei progetti di riqualificazione delle periferie urbane e di ricucitura con il centro città. Un esempio significativo del forte impegno della CNA nel campo dell’edilizia sostenibile è inoltre il progetto UpToGreen, giunto alla sua seconda fase, del quale in fiera verrà presentato il sito Internet, vetrina del centinaio di imprenditori piemontesi coinvolti nel progetto.

Le imprese associate CNA, in tutti i settori rappresentati nell’area espositiva all’Oval-Lingotto Fiere, si confronteranno con il tema green proponendo prodotti e soluzioni tecnologiche e di posa in opera sostenibili: dal legno-arredo all’impiantistica termo-gas-idraulica, dai serramenti alle piscine, dal restauro conservativo alla lavorazione della pietra e del marmo, dalle vetreria all’edilizia in genere, dai mosaici alle sabbiature dei manufatti edili, dagli impianti tecnologici al servizio degli edifici a quelli per la produzione di energie da fonti rinnovabili, dalla decorazione artistica alla pavimentazione, dalla decorazione degli edifici alla coibentazione. Presente anche un’aerea dedicata all’intaglio ligneo.

Numerosi i seminari di approfondimento che si terranno a Restructura, a regia CNA per affrontare temi come: il benessere abitativo, le procedure tecniche e amministrative per interventi edilizi, il nuovo codice degli appalti (organizzati in collaborazione tra gli altri con l’Ordine degli Architetti di Torino che riconoscono anche crediti formativi per architetti e geometri); l’unione tra innovazione e tradizione, la tecnologia dell’era digitale per la competitività di aziende e artigianato; il consolidamento e la competitività della filiera del legno, la contrattazione sul lavoro nella cooperazione, il social e digital marketing, la formazione nel settore costruzioni e la riforma sull’alternanza Scuola-lavoro.

Presso lo stand CNA a Restructura in tutti i giorni della manifestazione verrà presentata la Banca dati appalti Servizio tecnico-legale in materia di appalti privati e pubblici alle imprese del comparto Edile ed Affini. Inoltre nello stand CNA vi sarà il Myanmar, primo paese straniero ospite a Restructura. Nei quattro giorni di fiera saranno presenti due donne birmane, ospiti della Città di Torino e con il contributo di Unido, per mostrare l’eccellenza dei laccatori birmani e metterli in contatto con gli artigiani locali.

La riforma della formazione nel settore delle costruzioni e l’alternanza scuola-lavoro saranno al centro di una tavola rotonda che si terrà sabato 28 novembre ore 17, presso la Ponti, a cui prenderà parte il sottosegretario al ministero del Lavoro, Luigi Bobba. All’incontro saranno presenti anche l’assessore regionale alla Formazione Gianna Pentenero e il Presidente nazionale del Formedil, Massimo Calzoni, Alessandra Magnino del progetto Botteghe Scuola della Regione Piemonte e il Coordinatore del Comitato unitario delle Confederazioni artigiane piemontesi Filippo Provenzano.

Infine, domenica 29 novembre dalle ore 10.30, presso la Sala Gialla del Lingotto Fiere a Torino, si svolgerà l’Assemblea annuale di CNA Torino dal titolo “La voce dei piccoli, la forza del cambiamento. Artigiani, commercianti e Pmi: dalla buona politica il rilancio dell’economia”. Interverranno: Daniele Vaccarino, Presidente CNA Nazionale, Nicola Scarlatelli, Presidente CNA Torino, Paolo Alberti, Segretario CNA Torino, Piero Fassino, Sindaco Città metropolitana di Torino.

giovedì 26 novembre 2015

QUALE FUTURO PER GLI OCEANI?

Roberto Danovaro
Roberto Danovaro
L’azione dell’Uomo nell’epoca storica definita “Antropocene” sta determinando uno stravolgimento degli equilibri naturali del Pianeta.
Pesca eccessiva, distruzione degli habitat, contaminazioni, discariche a mare, plastica, unitamente a nuove tipologie di sfruttamento di idrocarburi e materie prime mettono a dura prova la sopravvivenza di molte specie marine.

Gli oceani sono una componente chiave per contrastare l'aumento delle concentrazioni di anidride carbonica nell’atmosfera, ma a costo di una riduzione sensibile del pH e dell’ossigeno e di un aumento della temperatura media.
Ciò ha pesanti conseguenze sulla biodiversità, sul funzionamento degli ecosistemi marini e sulla fornitura di beni e servizi per l'uomo. Questi cambiamenti favoriscono l’espansione di specie aliene, alterando alcune catene alimentari marine. Cambiamenti globali e inquinamento sembrano avere effetti moltiplicativi. Analizzeremo insieme la situazione attuale per formulare alcune ipotesi sulla biodiversità del futuro.
GIOVEDÌ 26 NOVEMBRE, ore 17.45
QUALE FUTURO PER GLI OCEANI?
Aldo Fasolo lecture
ROBERTO DANOVARO
Presidente Stazione Zoologica Anton Dhorn di Napoli
Teatro Colosseo via Madama Cristina 71, Torino
INGRESSO LIBERO 

mercoledì 25 novembre 2015

CAMPAGNA DI DIAGNOSI ENERGETICA DEI CONDOMINII DI MILANO

Nel biennio 2013/2014, 127 stabili condominiali energivori di Milano e provincia diagnosticati e 5.000 famiglie informate, 23 interventi di efficientamento effettuati hanno ridotto di 560,2 tonnellate la CO2 in ambiente e garantito un risparmio annuo di € 17.423 per ciascun condominio

Milano, 24 novembre 2015 - Secondo i dati diffusi da Eurostat i consumi energetici del settore residenziale in Italia hanno superato 34 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (pari al 29% dei consumi finali del nostro Paese). Secondo dati ENEA il riscaldamento copre oltre i due terzi dei consumi domestici complessivi; seguono gli usi cucina e acqua calda sanitaria e l’illuminazione/utilizzo apparecchi elettrici. Le emissioni inquinanti generate dal riscaldamento residenziale rappresentano la seconda causa d’inquinamento atmosferico dopo il settore dei trasporti.
In questo contesto sono i condominii dotati di impianto di riscaldamento centralizzato costruiti prima degli anni ’90 - quando ancora non c’era una chiara normativa in termini di prestazione energetica in edilizia - la principale causa di spreco energetico. Proprio a loro – e in particolare ai loro amministratori – è stato dedicato il convegno “E’ possibile riqualificare a norma e in qualità grazie al Contratto di Rendimento Energetico (EPC) con il nuovo prodotto finanziario Unicredit”, organizzato oggi a Milano da ECOndominio, ESCo specializzata nella promozione e diffusione della cultura dell’efficienza energetica in condominio, con il patrocinio di Regione Lombardia e in collaborazione con il Gruppo 24 Ore.

lunedì 23 novembre 2015

RISCHIO INCENDI: SCIENZA, INNOVAZIONE, STRUMENTI PER LA PREVENZIONE

"Rischio incendi scienza, innovazione, strumenti per la prevenzione al servizio di decisori politici e della società" è il workshop che si terrà a Lecce, presso il MUST, Museo Storico Città di Lecce, in Via degli Ammirati 11 il 24 novembre 2015, ore 09.00

Il 24 novembre 2015 si terrà a Lecce, dalle 9:00 presso il MUST, Museo Storico Città di Lecce (Via degli Ammirati 11), il workshop finale del progetto OFIDIA "Rischio incendi: scienza, innovazione, strumenti per la prevenzione al servizio di decisori politici e della società".
L'evento coinvolgerà rappresentanti istituzionali, referenti della Regione e della Protezione Civile, rappresentanti della società civile, del mondo imprenditoriale e dell’opinione pubblica le cui attività sono interessate al tema della prevenzione e della previsione dei rischi connessi agli incendi.

Obiettivo principale del progetto OFIDIA è la realizzazione di un’infrastruttura operativa transnazionale di prevenzione ai pericoli di incendio che possa aumentare l’abilità degli stakeholder regionali nel rilevare e combattere gli incendi boschivi attraverso il monitoraggio ambientale, la costruzione di modelli climatici, la previsione dei pericoli di incendio e l’accesso automatico ai dati storici collegati ad essi. Per il raggiungimento di tali obiettivi è stato creato un consorzio che include due istituti di ricerca, il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC, Italia) e l’Università di Ioannina (UI, Grecia), e tre stakeholder: DAFD (Decentralized Administration of Epirus-Western Macedonia, Forest Directorate, Grecia), Provincia di Lecce (LE) e Città Metropolitana di Bari (BA).

Nel corso del workshop saranno illustrati gli obiettivi del progetto e le attività svolte dai partner italiani e greci. 
Le reti dei sensori wireless OFIDIA installate nella Regione Puglia, la piattaforma software di gestione e analisi dei dati, la modellazione del rischio incendi e il sistema avanzato di visualizzazione per la prevenzione del rischio incendi e il monitoraggio, le sale operative di controllo: questi i principali risultati del progetto che saranno presentati nel corso dell'evento.
Ricerca e tecnologie all'avanguardia dunque, per ricadute concrete per la società civile.
Saranno, inoltre, proiettati in anteprima il video di presentazione del progetto Ofidia e lo spot della Campagna Antincendio realizzato in collaborazione con la Protezione Civile della Regione Puglia.

Il workshop si concluderà con la tavola rotonda “Le innovazioni tecnologiche a supporto della prevenzione degli incendi boschivi”, importante momento di discussione e di confronto con quanti svolgono un ruolo attivo su temi che rivestono un’importanza strategica per la sicurezza, presente e futura, delle persone e dell’ambiente.

Durante i lavori interverranno Giovanni Aloisio, Professore Università del Salento e CMCC; Vincenzo Zara, Rettore Università del Salento; Loredana Capone, Assessore Regione Puglia; Paolo Perrone, Sindaco Città di Lecce; Alessandro Delli Noci, Assessore Città di Lecce; Antonio Gabellone, Presidente Provincia di Lecce,  Giuseppe Silletti, Comandante Regionale Corpo Forestale; Giuseppe Fanelli, Commissario Capo Regionale Corpo Forestale; Lucia Di Lauro, Dirigente Protezione Civile Regionale – Centro Funzionale decentrato Regione Puglia; Giuseppe Amoruso, Protezione Civile Regionale – Centro Funzionale decentrato Regione Puglia; Giulio Mele, Protezione Civile, Provincia di Lecce; Donato Giannandrea, Città Metropolitana di Bari; Stergios Anastasiadis, Università di Ioannina, Grecia; Sandro Fiore, CMCC; Maria Mirto, CMCC; Costantino Sirca, CMCC; Aris Bartzokas, Università di Ioannina, Grecia; Carlo Dimaggio, Clio; Giovanni Chiesurin, Geoves/MeteoSystem.

L'agenda completa
La pagina dell'evento
Il sito ufficiale del Progetto OFIDIA

Per registrarsi e prendere parte all’evento scrivere a info@cmcc.it.

sabato 21 novembre 2015

THYSSENKRUPP CHIEDE INTERVENTO PER MIGLIORARE LA SOSTEBILITÀ NELLE CITTÀ

È importante puntare a migliorare l'efficienza energetica dei centri urbani: da una ricerca è emerso che bisogna intervenire adesso per garantire un risparmio significativo entro I prossimi 15 anni. Oggi gli edifici rappresentano il 40% del consumo globale di energia.



Allo Smart City Expo 2015 di Barcellona, il più importante congresso al mondo sulle smart city, Andreas Schierenbeck, Amministratore Delegato di ThyssenKrupp Elevator ha dichiarato “oggi gli edifici delle nostre città sono vincolati da standard energetici insufficienti e da sistemi inefficienti che hanno un’aspettativa di vita media di 15 anni. Servizi essenziali come ascensori, riscaldamento, ventilazione e refrigerazione non operano ai livelli di massima efficienza, è di vitale importanza intervenire adesso, altrimenti corriamo il rischio di pagare queste scarse prestazioni energetiche fino al 2030”.

Sull'argomento: Antonio Fago ha pubblicato: IL 42% DELLE IMPRESE ITALIANE ADOTTA MODELLI "GREEN"

È stato calcolato che ad oggi, ogni singolo edificio commerciale consumerà in media 12.000 MWh di elettricità, nei prossimi 15 anni. Solo negli Stati Uniti vengono costruiti ogni anno più di 150.000 edifici, ne consegue un consumo di energia elettrica di 120 TWh all'anno, l'equivalente del consumo totale annuo di energia elettrica nei Paesi Bassi. Ridurre adesso questo valore anche solo del 10%, ci farebbe risparmiare circa di 180 TWh nell’arco di 15 anni e ridurre le emissioni di 180 milioni di tonnellate le emissioni di CO2: equivale a ridurre il numero di auto in circolazione di due milioni l'anno o a piantare tre miliardi di alberi.

Schierenbeck ha aggiunto: "La produzione di energia rapportata ai consumi è un dibattito aperto da tempo, ma la rapida e crescente urbanizzazione in tutto il mondo ci costringe ad intervenire più velocemente, per creare soluzioni più efficienti. Entro il 2030, circa il 60% della popolazione mondiale vivrà nelle città e il consumo di energia in queste aree urbane aumenterà di circa un quarto. Come risultato, gli edifici inefficienti di oggi non saranno in grado di soddisfare la crescente domanda di energia, questo rende indispensabile decidere oggi come sviluppare le città del futuro, dobbiamo essere lungimiranti e concentrarci sulla sostenibilità ambientale e favorire le generazioni a venire".
Se consideriamo che gli edifici consumano il 40% dell’energia globale, il cuore del dibattito va rivolto a queste strutture. Nelle città, la tendenza è quella di costruire sempre più verso l’alto e il nostro compito è rendere i grattacieli più intelligenti, riducendo al minimo i consumi ed il loro impatto sull’ambiente. Con edifici sempre più alti, gli ascensori rappresentano uno degli impianti che consumano maggiormente energia, diventando quindi un elemento chiave quando si cerca di migliorare l'efficienza energetica urbana.

Innovazioni per le città sostenibili
Andreas Schierenbeck cita tecnologie innovative come il sistema MULTI tra le soluzioni che possono aiutare a ridurre i consumi degli edifici. Il 5 novembre 2015, ThyssenKrupp ha presentato un prototipo funzionante di MULTI in scala 1:3 presso il prestigioso Innovation Center a Gijón, in Spagna. Il sistema MULTI utilizza motori lineari invece delle classiche funi, consentendo alle cabine di muoversi anche in orizzontale, trasformando il convenzionale trasporto degli ascensori in un sistema metropolitano verticale. La tecnologia MULTI aumenta le capacità e l'efficienza dei trasporti negli edifici, riducendo l’impatto energetico degli ascensori e i picchi di carico elettrico.
L’innovativo sistema di trasporto ACCEL si colloca a metà tra un tappeto mobile e un people-mover, favorisce la costruzione di nuovi punti di accesso alle stazioni della metropolitana già esistenti, rendendole facilmente raggiungibili anche per chi di solito non utilizza la metropolitana a causa della distanza dalle stazioni. I sistemi metropolitani possono essere maggiormente sfruttati creando nuovi punti di accesso, questo nuovo sistema di trasporto è in grado di attirare il 30% di passeggeri in più all’interno delle stazioni. ACCEL è la migliore alternativa alla costruzione di nuove e costose stazioni metropolitane e allo scavo di nuovi tunnel di collegamento, garantendo una significativa diminuzione del numero di automobili in circolazione.

Oltre a queste innovazioni, ThyssenKrupp ha recentemente presentato un servizio innovative chiamato MAX: un sistema di monitoraggio remoto, predittivo e preventivo, che cambia per sempre le regole del gioco, capace di aumentare drasticamente i livelli di disponibilità di tutti gli ascensori attuali e futuri. Con MAX, i dati raccolti in tempo reale da milioni di ascensori ThyssenKrupp, vengono inviati alla piattaforma cloud Azure di Microsoft, in cui un sofisticato algoritmo calcola la durata residua dei sistemi chiave e dei componenti di ogni ascensore. Da oggi, il team di oltre 20.000 tecnici di ThyssenKrupp a livello mondiale potrà contare su un nuovo compagno di squadra: MAX può informare i proprietari degli immobili in anticipo, indicando quali sistemi e componenti chiave dovranno essere riparati o sostituiti e programmandone gli interventi. In un edificio connesso a MAX i passeggeri perderanno meno tempo ad aspettare l’ascensore, con una notevole riduzione di stress e una maggiore qualità di vita.

Schierenbeck ha concluso, "La sostenibilità ambientale è qualcosa che non possiamo più ignorare e con una serie di vantaggi chiari e tangibili gli ascensori ad alta efficienza energetica sono indispensabili per garantire alle città del futuro di essere realmente sostenibili. Il momento per integrare questi sistemi negli edifici è adesso. Esistono già le competenze e i prodotti; la sfida è quella di accellerare il processo di integrazione e di aggiornare il nostro modo di costruire".

Dobbiamo discuterne ora!
In un'epoca in cui Internet e i social network definiscono i trend di discussione globali su una moltitudine di questioni chiave, HURBAN HUB di ThyssenKrupp è un magazine digitale internazionale, che promuove discussioni interattive sull’urbanizzazione sostenibile e coinvolge tutti coloro che sono impegnati nella costruzione delle nostre città. Si affrontano temi come le smart-city e le innovazioni nel campo della mobilità urbana sostenibile ed efficiente, URBAN HUB è ricco di video, foto, illustrazioni e approfondimenti in inglese, tedesco, spagnolo, francese e portoghese. Una versione in cinese sarà presto disponibile.

Scopri ed iscriviti ad URBAN HUB al seguente link: www.urban-hub.com

Andreas Schierenbeck presenterà la sua relazione allo Smart City Expo di Barcellona questo martedì, 17 Novembre. Per ulteriori informazioni e per l’agenda dettagliata dell’evento, potete visitare il sito al seguente link: http://www.smartcityexpo.com/

ThyssenKrupp Elevator
La divisione Elevator Technology racchiude tutte le attività del Gruppo ThyssenKrupp nei sistemi di trasporto passeggeri. Con un fatturato di 6,4 miliardi di euro nell’anno fiscale 2013/2014 e clienti in 150 Paesi, ThyssenKrupp Elevator è una società leader a livello mondiale nel settore ascensoristico. Con più di 50.000 dipendenti altamente qualificati, l'azienda offre prodotti innovativi a basso consumo energetico progettati per soddisfare le esigenze di ogni cliente. La gamma di prodotti comprende sistemi elevatori per passeggeri e merci, scale e tappeti mobili, montacarichi, ponti di imbarco per gli aerei, e servizi a valore aggiunto per ogni tipologia di prodotto. Le 900 sedi dislocate in tutto il mondo forniscono una rete capillare di vendita e di servizi che garantiscono la vicinanza ai clienti.

ThyssenKrupp
ThyssenKrupp, è un gruppo industriale tecnologico che opera in una vasta gamma di settori. Oltre 155.000 dipendenti in 80 paesi lavorano con passione e competenza tecnologica per sviluppare prodotti di alta qualità, processi industriali innovativi e servizi a favore di un progresso sostenibile. Le loro abilità e il loro l'impegno sono la base del nostro successo. Nell'anno fiscale 2013/2014 ThyssenKrupp ha generato un fatturato di circa 41 miliardi €.
Web: www.thyssenkrupp-elevator.com 

giovedì 19 novembre 2015

L'ENCICLICA: UNA SANTA ALLEANZA TRA SCIENZA E RELIGIONE

L'intervento del direttore di Reset-Dialogues apparso nel contesto della discussione sull’Enciclica di Papa Francesco Laudato si’ “sulla cura della casa comune” organizzata dal Fondo Ambiente Italiano, che ospita sul proprio sito le riflessioni, tra gli altri, di Salvatore Veca, Michele Salvati, Michelangelo Pistoletto, Lucetta Scaraffia, Giulia Maria Crespi, Andrea Carandini e Marco Vitale.

Le affinità evidenti, con la propria ispirazione, che il FAI trova nella Enciclica “Laudato Si’”, sono ben piantate nel documento pontificio, non riguardano solo alcuni aspetti della visione di Papa Francesco, ma la stessa base argomentativa, l’idea che “un vero approccio ecologico diventa sempre un approccio sociale” e che “insieme al patrimonio naturale, vi è un patrimonio storico, artistico e culturale, ugualmente minacciato”, per cui “l’ecologia richiede anche la cura delle ricchezze culturali dell’umanità nel loro significato più ampio”. Il riferimento alle “associazioni” che difendono “l’ambiente naturale e umano” (par. 232) non poteva essere più diretto e caratterizza l’impronta dialogica, collaborativa, aperta, che attraversa tutta l’Enciclica. La Chiesa cattolica si presenta qui come una voce desiderosa di contribuire, insieme ad altre, a risvegliare la coscienza del valore della Terra, del contesto naturale e storico-culturale in cui si colloca l’esistenza umana.

lunedì 16 novembre 2015

SIAMO TUTTI PARIGINI

"Non possiamo fare a meno di dirci, anche Noi, parigini e partecipare al lutto delle famiglie delle vittime dell’infame attentato ed al dolore della Francia e dell’Umanità intera.
Lo spargimento di sangue innocente in nome di un Dio, che gli assassini chiamano Allah, di un Dio che certo non si riconosce in loro, grida vendetta agli  occhi  di DIO, comunque chiamato!".

È la dichiarazione del direttivo di Sorella Natura, di cui Antonio Fago è vicepresidente. E continua...

"Vendetta che deve tradursi in giusta punizione degli assassini, dei loro mandanti e dei loro fiancheggiatori".

"Vendetta che non deve, non può, esser criminalizzazione di una intera comunità religiosa, quella islamica. Comunità che deve però condannare, senza se e senza ma, gli assassini, di oggi e di ieri, al suo interno".

"Quindi non vendetta nel senso di campagna di odio e di sangue ma che deve tradursi in piena e consapevole affermazione della Nostra identità (recuperiamola se l’abbiamo persa o seguiteranno ad ucciderci) e in totale fermezza nella legalità".


Diamo luogo:
  • al coraggio di seguitare a vivere come sempre;
  • al coraggio di affermare l’identità dell’occidente, che è identità cristiana;
  • al coraggio di imporre a chi accogliamo il rispetto dei nostri valori, così come Noi rispettiamo quelli degli altri quando andiamo a casa loro;
  • all’abbandono della viltà di consentire ad altri quello che non consentiamo a noi … dal padre padrone, alla poligamia, al volto coperto … alla macellazione con sgozzamento …
  • all’abbandono della viltà di non esporre il crocifisso, di non fare il Presepio e di non condurre gli alunni alla mostra d’arte sacra …
  • all’abbandono della viltà che confonde la tolleranza, l’accoglienza, l’integrazione, con il permissivismo ideologico, pseudo democratico e distruttivo e con il relativismo agnostico.





domenica 15 novembre 2015

L'AMBIENTE HA BISOGNO DI NOI, NONOSTANTE TUTTO

Dopo i recenti tragici accadimenti di Parigi, e il cordoglio per le vittime e le loro famiglie, si cerca di guardare avanti, di pensare al futuro di tutti, del Pianeta. A pochi giorni dall’inizio della Conferenza di Parigi, Antonio Fago, presidente del Centro Studi Prospettive parla della delicata questione del cambiamento climatico in corso, che è destinato a causare gravi danni al Pianeta e alla stessa razza umana: vogliamo continuare a consumare il suolo, cementificare, trivellare, vogliamo intossicarci con cattivi cibi, ammalarci per l’aria che respiriamo, condannare il pianeta al degrado e le future generazioni a vivere in un ambiente ostile?

Il Gardinale Crescenzio Sepe e Antonio Fago al Convegno di Fondazione Sorella Natura

Rispetto per l'ambiente, sviluppo, ecologia e risparmio. Potrebbero essere le paroel chiave di un prossimo incontro organizzato da Centro Studi Prospettive, e proposto da Antonio Fago alla luce del prossimo incontro che si svolgerà alla Conferenza Internazionale sui Cambiamenti Climatici.

Quella del riscaldamento globale è una questione che non può essere delegata a nessuno, non è cosa riservata agli ambientalisti. Ci riguarda tutti, ora, subito. Tutti devono fare la loro parte, governo, Parlamento, cittadini.

Fago ha più volte è  sottolineato quanto sia il momento di guardare avanti cercando, con coraggio, di sperimentare le soluzioni più innovative e rispettose nei confronti dell'ambiente. Come all'inconstor che si è svolto con la Fondazione Sorella Natura a Napoli il 6 novembre scorso, in contro cui ha partecipato anche, tra gli altri, il Ministro per l'Ambiente Gianluca Galletti.

Alcune città italiane hanno già raggiunto risultati eccellenti in tema ambientale e di impegno civico. e tutto con la buona politica, quella stessa politica che mette al centro dello sviluppo della comunità il cittadino, la persona. Alcuni risultati importanti, nello specifico, sono la raccolta differenziata, la fornitura di riduttori di flusso per i rubinetti nelle case dei cittadini e, soprattutto, la cooperativa di comunità. La partecipazione dei cittadini è, infatti, al primo posto.

Tuttavia altre città rimangono indietro e la strada per trasformarle in  città virtuose è ancora molto lunga e tortuosa. 

In città  si possono fare tante cose, a partire dall'installazione dei pannelli solari sugli edifici pubblici o privati, formando una cooperativa i cui utili vengano rinvestiti in progetti che riguardano tutta la cittadinanza, dalle strade alle scuole. 

Si possono attuare raccolte differenziate che permettano di ricavare materiali di alto valore, trasformando così il rifiuto da costo a risorsa. Tutto ciò si ottiene con una buona amministrazione e con cittadini responsabilizzati che comprendano che anche loro hanno da guadagnare in termini ambientali, di salute ed economici.

Quella del riscaldamento globale è una questione che “non può essere delegata a nessuno, non è cosa riservata agli ambientalisti. Ci riguarda tutti, ora, subito. A Parigi si deciderà il futuro, si deve uscire con un accordo che impegni gli Stati a non aumentare la temperatura del pianeta oltre i due gradi centigradi (e già così non si eviteranno gli effetti negativi di 200 anni di industrializzazione selvaggia).

giovedì 12 novembre 2015

EXPO: QUALE DESTINO PER IL PRINCIPALE MATERIALE PROTAGONISTA DELLE STRUTTURE?

I riflettori puntati su Expo per sei lunghi mesi vissuti intensamente si sono definitivamente spenti e il bagno di folla quotidiano si è dileguato lasciando il posto al rumore dei cantieri. Il desiderio di tutti ora è quello di far si che l’area anche in futuro continui a ricoprire un ruolo di eccellenza.

expo milano 2015
Expo Milano 2015


Dei fasti di Expo rimarrà solo una manciata di strutture: Palazzo Italia, Cascina Triulza, Passerella Expo – Fiera, Passerella Expo-Merlata, l’Open Air Theatre, l’Albero della Vita, e, forse, Padiglione Zero. 


Leggi anche l'intervista ad Antonio Fago:
CUSTODIRE IL PIANETA CON LE GUARDIE ECOLOGICHE DEL CREATO

L’acciaio è presente nella totalità delle opere permanenti fuori terra: il 70% è stato realizzato interamente in carpenteria metallica e nel restante 30% l’acciaio da carpenteria metallica è comunque in abbinamento al cemento armato e al legno.

Maestranze e gru hanno ripreso possesso dell'area, questa volta per svolgere un compito delicato quasi quanto quello della costruzione: smantellare tutte le opere temporanee, entro il 30 giugno 2016.

L'80% del costruito a vista delle opere temporanee di Expo è stato realizzato in acciaio. La scelta non è stata certo casuale, ma frutto di ben ponderate considerazioni: consapevoli della necessità di recuperare il materiale e in alcuni casi gli stessi padiglioni a fine evento, si è deciso di utilizzare un materiale sostenibile, che rispondesse alla riciclabilità e alla necessità di temporaneità, di rapida dismissione e di reversibilità delle opere. L'acciaio è infatti un materiale che si presta in modo eccellente al montaggio, smontaggio e successivo riutilizzo delle strutture: un percorso per il quale Expo ha offerto il palcoscenico ideale.

Sostenibilità e riciclo: filo conduttore del Dismantling

Il piano di smantellamento delle strutture di Expo presenta un cronoprogramma serrato e vincolante: 1 e 2 novembre riconfigurazione del sito, dal 3 al 17 novembre trasloco,
demolizione delle strutture fuori terra dal 18 novembre al 31 marzo 2016, demolizione delle fondazioni rinterri e rimozione impianti dal 1° aprile al 30 maggio. Tutto deve essere svolto nel pieno rispetto dei tempi programmati, tenendo conto che il 30 giugno 2016 scade il diritto di superficie.

Nella fase di smantellamento, la sostenibilità dei materiali e delle procedure gioca un ruolo rilevante. Trai i diktat imposti, il divieto di utilizzare impianti mobili di frantumazione e recupero in sito e aggregati riciclati per riempimenti. E' invece stato posto l'accento sulla necessità di ridurre al minimo l'impatto ambientale, recuperando e riciclando i rifiuti, contenendo le emissioni di polveri, le vibrazioni e l'inquinamento acustico. La demolizione deve avvenire infatti secondo un criterio selettivo in grado di garantire la tracciabilità e il recupero della massima quantità possibile di rifiuti, rigorosamente suddivisi per tipologia. E' perciò necessario procedere con lo smontaggio preventivo delle componenti riutilizzabili e di tutti i materiali estranei agli inerti. Le opere realizzate in acciaio sono in grado di rispettare tutte queste prescrizioni.

Il ruolo dell'acciaio nel dismantling

L'acciaio è un materiale sostanzialmente "pulito", riciclabile al 100%, riutilizzabile, che grazie ad una costruzione realizzata con montaggio a secco ha un impatto ambientale minimo rispetto ad altri materiali da costruzione. La stessa sostenibilità si rivela anche nelle procedure di smantellamento e quindi riguarda l'intero ciclo di vita del materiale. E' questo uno dei motivi che hanno concorso alla scelta dell'acciaio nella maggior parte dei padiglioni realizzati dai Paesi stranieri partecipanti: su 52 Paesi il 69% ha realizzato le strutture del proprio padiglione completamente in acciaio, il 4% in strutture composte acciaio – cls, il 6% in acciaio e altri materiali, il 4% in calcestruzzo prefabbricato e il 17% in legno. Procedendo allo smantellamento delle strutture in acciaio, inoltre, anche la produzione e l'immissione di polveri in atmosfera viene praticamente azzerata.

Ricordiamo che l’acciaio è il materiale più riciclato nel mondo: vengono riciclate 14 tonnellate al secondo. L’Italia è il 1° paese europeo per riciclo di rottame ferroso con una media di circa 20 milioni di tonnellate annue di materiale che viene rifuso nelle acciaierie nazionali. Dopo aver esaurito le proprie funzioni strutturali, il 100% dell’acciaio rottamato viene riciclato (senza perdere alcuna proprietà) e il 99% dei profili (sia piani che lunghi) viene recuperato in quanto facilmente separabile dagli altri materiali. L’acciaio dunque contribuisce direttamente alla conservazione delle risorse naturali.

La second life delle opere in acciaio
Sul futuro dei padiglioni dismessi si aprono scenari molto vari. Alcuni Paesi, già in fase di progetto, hanno individuato con precisione l'uso futuro del padiglione, prevedendone il rimpatrio. Altri invece hanno preferito donare il proprio a Paesi in difficoltà, con un uso diverso da quello originale. Altre strutture, per le quali non è stata prevista una destinazione particolare, verranno smantellate e l'acciaio verrà interamente recuperato e riutilizzato con finalità diverse. Qualche esempio concreto:

Il padiglione degli Emirati Arabi, una volta smontato, verrà rimontato e riutilizzato in occasione della prossima edizione di Expo 2020, a Dubai.

Diverso il destino per New Holland: il padiglione sarà infatti ricostruito come showroom altamente innovativo, focalizzato intorno ai principi di riciclo e sostenibilità.

L'Ungheria riutilizzerà il 90% dell’edificio, che andrà ad ospitare il Centro Nazionale della Salute e dell’Informazione.

L'Uruguay non ha previsto che il padiglione potesse essere rimontato in patria. Il manufatto resta contrattualmente di proprietà dell’impresa costruttrice. In particolare la struttura metallica sarà ritirata dal costruttore metallico.

Particolare, infine, il reimpiego previsto per la Svizzera: le torri saranno infatti recuperate e riutilizzate nelle città svizzere come serre urbane.

La maggior parte del materiale della Santa Sede, una volta dismesso il padiglione, verrà recuperato e verranno riciclati materiali e componenti, esattamente come per tutti i padiglioni per i quali non è prevista una nuova destinazione d’uso.


Link: http://www.promozioneacciaio.it

martedì 10 novembre 2015

CLIMA: GALLETTI A PRE-COP21, OBIETTIVO ITALIANO È PUNTARE A RISCALDAMENTO ENTRO SOGLIA DI 1,5 GRADI

Ministro a Parigi per evento preparatorio di Cop21: «Salvezza Pianeta riguarda tutti, nessuno resti a terra»



Roma, 10 nov - «A Parigi ogni Paese dovrà venire con l’obiettivo di salvare il Pianeta: è un problema che riguarda tutti e nessuno dovrà restare a terra». Così il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti al termine della pre-Cop21 che si è tenuta a Parigi da domenica 8 fino a martedì 10 novembre.

Riunione preparatoria della vera e propria Conferenza delle Parti che si svolgerà agli inizi di dicembre nella capitale francese. Il ministro ha ricordato che per «l’Ue e l’Italia l’obiettivo resta quello di contenere il riscaldamento globale entro i due gradi. Continuiamo ad insistere affinché nell’accordo finale ci siano elementi quantitativi, il taglio di emissioni del 50% entro il 2050 e la neutralità delle emissioni entro fine secolo».

 Ma durante le due settimane di lavori, dal 30 novembre all'11 dicembre, la delegazione italiana insisterà anche per l'inserimento nel testo conclusivo di un "riferimento" ad un obiettivo ancora più ambizioso: il contenimento del riscaldamento globale a 1,5 gradi, come richiesto da alcuni Paesi, in particolare le piccole isole che altrimenti rischiano di scomparire.

L’obiettivo italiano.

«Con la Cop21 si comincia un percorso e tutti dobbiamo essere disponibili a proseguirlo uniti, con obiettivi monitorati e controllati, che possono essere rivisti e migliorati nel corso del tempo.

Oggi la scelta di fissare l’innalzamento della temperatura globale sotto i 2 gradi è sufficiente, ma qui alla PreCop21 stiamo discutendo per inserire nel documento anche un riferimento a 1,5 gradi, perché non è poi certo che la soglia dei 2 gradi nel tempo sarà sufficiente a scongiurare i cambiamenti climatici».

«L’accordo di Parigi è reso impellente proprio dal fatto che ancora inquiniamo in maniera crescente – spiega Galletti –, ma siamo ottimisti, le cose stanno cambiando molto. L’ultimo accordo sul clima, quello di Kyoto, aveva visto la sottoscrizione solo dei Paesi che coprivano il 13% delle emissioni. Noi eravamo tra quelli e gli impegni presi li abbiamo rispettati. Anche se si tratta di impegni comunque limitati nella globalità.  Oggi, a 18 anni di distanza da quell’accordo, ci apprestiamo ad andare a Parigi con contributi nazionali supportati da impegni già resi espliciti da parte di tutti i Paesi che coprono ad oggi il 95% delle emissioni mondiali.   Dunque, dal 13% siamo passati al 95% e ci sono le condizioni per coprire il 100% o almeno avvicinarci molto a questo dato. La sensibilità verso questo problema, per fortuna, è assolutamente diversa e con tante implicazioni. Prima di tutto il grande messaggio che si trasmette all’economia mondiale: se tutti i Paesi si impegnano verso il raggiungimento di un determinato obiettivo, allora anche i mercati dovranno adeguarsi».

L’Italia su vincoli e sanzioni.
«La nostra posizione - ha aggiunto Galletti - è chiarissima:  abbiamo firmato un accordo tra tutti i 28 Paesi europei che impone la riduzione di co2 entro il 2030 di almeno il 40% ed è un obiettivo vincolante, con sanzioni. Quindi, indipendentemente da quello che capiterà a Parigi, noi l’obiettivo lo abbiamo già fissato e andremo alla Cop21, sia come Paese che come Ue, chiedendo a tutti gli altri Stati di impegnarsi almeno quanto ci siamo impegnati noi e con le stesse garanzie che stiamo offrendo. Dunque, la nostra posizione è già concordata, si tratta di una posizione che ci vincola e ci permette di andare a Parigi dando il buon esempio, perché noi da questo punto non torniamo più indietro».

La posizione italiana.

«Andiamo a Parigi con l’idea che un accordo è indispensabile. C'è ancora molto da fare, ma già a questa Pre-Cop passi in avanti se ne sono fatti, molto tecnici ma se ne sono fatti" "I dati sugli effetti dei cambiamenti climatici - ha detto il ministro - sono purtroppo certi e noti a tutti.  Sul tavolo abbiamo diverse ipotesi sul tavolo, un segnale fortissimo sarebbe l’istituzione di una carbon tax, ma con estremo realismo politico ritengo che non bisogna sottovalutare altri aspetti".

Parigi rappresenterà comunque una svolta, il problema di fermare l’innalzamento della temperatura globale sotto i 2,7 gradi esiste, perché ancora non abbiamo in campo azioni che ci permettono di arrivare all’obiettivo ambizioso che avevamo fissato sotto i 2 gradi, ma un fattore fondamentale può essere la creazione di una governance del processo, con monitoraggio e revisione ogni cinque anni dei progressi compiuti, come anche la trasparenza, cioè sul mondo in cui questi dati verranno forniti dagli Stati».

 

MARE, VELO: RIFIUTI IN MARE MINACCIA PER ECOSISTEMA E BIODIVERSITÀ. DA GOVERNO AZIONI DI CONTRASTO

“Il tema del Marine Litter ha assunto negli ultimi anni un ruolo centrale tra le minacce che possono mutare l'equilibrio degli ecosistemi marini e la biodiversità. Non si tratta solo dell’ingestione da parte di uccelli, tartarughe pesci e mammiferi marini, per altro ben documentati, a causare effetti devastanti su una serie di specie. Negli ultimi anni, a destare ulteriori preoccupazioni, è la questione delle microplastiche capaci di entrare nella catena alimentare”.

È quanto ha detto oggi il Sottosegretario all'Ambiente, Silvia Velo, nel corso della tavola rotonda "Politiche, strumenti per la prevenzione e la riduzione dei rifiuti in mare, nell'ambito dell'iniziativa "Plastic Free Sea".
“Il nostro Governo su questo fronte, attraverso il Ministero dell'Ambiente, è impegnato nell'attuazione della Direttiva quadro sulla Strategia Marina, di cui il marine litter è uno degli undici descrittori. Sono state definite le condizioni di buono stato ambientale dei mari che ci proponiamo di raggiungere da qui al 2020 e sono stati già individuati i traguardi ambientali, ambiziosi ma realistici, attraverso i quali raggiungerlo.
Inoltre - ha continuato Velo - sono già operativi i Programmi di Monitoraggio, inclusi quelli relativi ai rifiuti spiaggiati e alle microplastiche, grazie a un accordo con le 15 regioni costiere e le loro Agenzie per la Protezione Ambientale, per il quale sono state destinate ingenti risorse finanziarie, ben 27 milioni di euro per il triennio 2015-17.
Il mare - ha concluso il sottosegretario Velo - è anche il maggior assorbitore di Co2 e la sua salute è determinante per il processo di contenimento delle emissioni. Una questione di grande rilevanza, in particolare in vista dei lavori della Cop21 di Parigi”.

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sabato 7 novembre 2015

ALLUVIONE SANNIO: MINISTRO GALLETTI, 38 MILIONI SOLO UNA PRIMA TRANCHE

I 38 milioni di euro stanziati “per far fronte alle emergenze immediate” nel Sannio colpito dall’alluvione sono “una prima tranche”. 

Antonio Fago e il Ministro Galletti al convegno organizzato da Sorella Natura

Lo ha spiegato il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti, a Napoli per un convegno organizzato dall’Arcidiocesi e dalla fondazione “Sorella Natura”. 

“Stamattina – ha sottolineato Galletti – abbiamo dichiarato lo stato d’emergenza, impegno che ho preso la scorsa settimana quando sono stato a Benevento”. 
I 38 milioni sono “una prima tranche iniziale per aggredire le emergenze immediate, per aiutare le popolazioni colpite e per rimettere in piedi le infrastrutture che sono state danneggiate. 
Continueremo a valutare i danni e vedremo anche ulteriori stanziamenti se ce ne fosse bisogno”, ha concluso il ministro.

Anche Antonio Fago, vicepresidente di Sorella Natura ha rilasciato una affermazione: "Quello che ha detto oggi il ministro è qualcosa di importante per tutti: la necessità di passare da una economia lineare, dannosa per l'ambiente, a una economia circolare, che tenga  èconto del riuso, di ridurre gli sprechi e le materie prime e di rispettare il nostro habitat".

"Il nostro pianeta - a concluso Fago - è l'unico che abbiamo, non possiamo pensare di distruggerlo con comportamenti sbagliati. Oggi l'Italia è il Paese con il maggior numero di aziende virtuose. L'Italia, lo abbiamo visto nella recente edizione degli studi generali della Green Economy che si è tenuta pochi giorni fa a Rimini, è leader nello sviluppo green di impresa: l'economia italiana è trainante nel settore.




venerdì 6 novembre 2015

AMBIENTE: SI CHIUDE LA IV EDIZIONE DEGLI STUDI GENERALI DELLA GREEN ECONOMY

Italia leader nello sviluppo green di impresa: ecomomia italiana trainante nel settore. 

IV EDIZIONE DEGLI STUDI GENERALI DELLA GREEN ECONOMY


"Le imprese italiane della green economy sono diventate una parte decisiva e qualificante dell’economia". È quanto afferma Antonio Fago, durante un meeting che si è tenuto ieri presso il Museo Diocesano di Napoli  organizzato da Sorella Natura cui ha preso parte anche il Ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti.

Durante l'incontro Fago ha anche espresso un messaggio che è stato il filo condutture agli Stati Generali della Green Economy, che si sono conclusi oggi pochi giorni fa a Rimini, nell’ambito di Ecomondo-Key Energy-Cooperambiente. 

In quella occasione oltre a Gian Luca Galletti erano intervenuti più di 70 relatori, tra cui numerosi esperti internazionali, e oltre 2.000 partecipanti, e migliaia di persone che si sono connesse via streaming al sito web.

L'incontro annuale, nato allo scopo di riunire il mondo dell’economia green per studiare nuove proposte da indirizzare al Governo, è statta anche seguita dai commenti online di chi ha usato l’hashtag #statigreen15 che è stato uno dei trend nella giornata del 3 novembre con quasi 100.000 account raggiunti (99.892) per complessive 263.000 impressions (visualizzazioni totali). 

“Gli Stati Generali del 2015 – ha dichiarato Edo Ronchi, del Consiglio Nazionale della Green Economy – hanno registrato una presenza consistente di imprese green di numerosi settori. Una presenza che però è poco valorizzata sui media e segnala una differenza fra la presenza reale e la percezione della forza della green economy in Italia. Occorre superare questo gap di comunicazione in modo tale che questa realtà, parte decisiva e qualificante dell’economia italiana, possa essere finalmente conosciuta”. 

Tra le novità dell'ultima edizione, la Relazione sullo stato della green economy che ha registrato un dato interessante e significativo: la presenza di aziende green italiane con una forte impronta internazionale. La Relazione sarà presentata annulamente e ha già dimostrato una crestita dell’imprenditoria green in Italia: oltre 4 imprese su 10 hanno infatti oggi un “marchio” verde.

mercoledì 4 novembre 2015

A TORINO OLTRE 300 TONNELLATE DI CO2 ALL'ANNO IN MENO IN ATMOSFERA

Riparte la nuova Campagna Istituzionale di Diagnosi Energetica Gratuita: altre 100 Diagnosi Energetiche gratuite a disposizione degli amministratori condominiali di Torino e provincia. Come prescritto dal D.Lgs 102/2014 è obbligatorio fare la diagnosi energetica preventiva se si devono installare sistemi di contabilizzazione del calore imposti per tutti gli stabili condominiali con impianto di riscaldamento centralizzato entro il 31 dicembre 2016


Inaugurata a Torino e provincia l’edizione 2015/2016 della Campagna Istituzionale di Diagnosi Energetica Gratuita dei Condomini Centralizzati di ECOndominio®, a seguito del lancio avvenuto durante il convegno dello scorso 13 ottobre “È possibile riqualificare a norma e in qualità (D.Lgs 102/2014) grazie al Contratto di Rendimento Energetico (EPC) con il nuovo prodotto finanziario CreditPiù Tasso Zero”, rivolto agli amministratori condominiali di stabili con impianto centralizzato (140 presenti in sala). L’evento è stato realizzato in collaborazione con ANACI Torino e con il Patrocinio della Città di Torino.

La Campagna mette a disposizione degli amministratori condominiali di Torino 100 Diagnosi Energetiche Gratuite per altrettanti condominii centralizzati energivori.

L’occasione ha visto la premiazione di Paola Oddone come Amministratore Condominiale più GREEN di Torino, per essersi distinta e impegnata nella Campagna Istituzionale 2013/2014 e per aver favorito l’efficientamento energetico di otto stabili condominiali e totalizzato un abbattimento di emissioni inquinanti in atmosfera di 105,2 ton/anno di CO² delle oltre 300 ton/annue totali. “Ho scelto di lavorare con ECOndominio perché è un progetto ben strutturato, rivolto in egual misura all’ambiente, all’efficienza energetica e alle famiglie, che permette a queste ultime di fare interventi di efficientamento e di aumenatere così il valore del loro immobile senza pesare sul portafogli, soprattutto in tempi difficili come questo. L’amministratore è il primo a dover credere in iniziative come questa, e sempre l’amministratore, dopo averle conosciute nel dettaglio, ha il dovere di trasmetterle ai suoi condòmini”.

temografia condominio
termografia
La diagnosi energetica preventiva - oggi obbligatoria per tutti gli stabili condominiali d’Italia se si devono installare sistemi di contabilizzazione del calore entro il 31 dicembre 2016 - offerta dalla Campagna di ECOndominio, ha permesso agli otto stabili torinesi di individuare gli strumenti per conseguire, oltre a un risparmio energetico, anche un risparmio economico. Gli interventi di efficientamento sono stati realizzati grazie al Contratto di Rendimento Energetico (EPC), una formula contrattuale che permette al Condominio, in un momento economicamente non favorevole come questo, di effettuare il pagamento dilazionato nel tempo in funzione dell’ottenuto risparmio energetico, tutelando al massimo i condòmini (in deroga al codice civile che invece richiede la costituzione preventiva di un fondo prima della stipula del contratto per interventi straordinari – Riforma del Condominio/2013). Insomma, l’opera di efficientamento viene pagata tramite il risparmio conseguito, senza alcun esborso di denaro.

Gli immobili rappresentano il 40% del consumo finale di energia dell’Unione Europea. Inoltre, gli edifici sono stati ritenuti fondamentali per conseguire l’obiettivo di ridurre dell’80-95% le emissioni di gas serra entro il 2050 rispetto al 1990. Secondo le ultime stime disponibili, nel nostro Paese sarebbero oltre 740.000 i condomìni centralizzati da riqualificare, in cui circa il 50% della spesa per il riscaldamento viene sprecato per colpa di edifici obsoleti e impianti sovradimensionati ed energivori. Questi stessi edifici rappresentano la seconda causa di inquinamento dell’aria in città, dopo il traffico.

La Campagna Istituzionale di Diagnosi Energetica Gratuita di Torino si rivolge in primo luogo ai condomìnii più energivori, ossia:
  • realizzati prima del 1990;
  • con almeno 10-12 unità abitative e impianto di riscaldamento centralizzato;
  • una spesa media annua di 1.200€ per appartamento;
  • che non abbiano subìto recenti interventi di efficientamento
   Gli step della Diagnosi:
  • iscrizione del condominio alla Campagna Gratuita, scrivendo a diagnosienergetica@econdominio.eu;
  • raccolta dei dati di consumo storici;
  • realizzazione del sopralluogo tecnico;
  • redazione della Diagnosi Energetica dei condominio;
  • presentazione della stessa in sede di assemblea condominiale (ad opera di un tecnico esperto che affianca l’amministratore condominiale):
Contestualmente alla presentazione della Diagnosi, in fase di assemblea condominiale, i condòmini potranno valutare costi/benefici e piano di ammortamento dell’intervento di efficientamento individuato attraverso la diagnosi energetica preventiva e l’opportunità di realizzarlo senza affrontare alcun ulteriore esborso (grazie Contratto di Rendimento Energetico, unito al Finanziamento CreditPiù Tasso Zero e alle detrazioni fiscali). CreditPiù tasso zero, infatti, è una speciale formula di finanziamento per la realizzazione di interventi di efficientamento energetico in condominio centralizzato, identificati tramite Diagnosi. È decennale, rivolto al condominio (e non ai condòmini), copre il 100% dell'importo lavori, (senza limiti di spesa per unità immobiliare) e non prevede interessi a carico del condominio né firme dei condómini.

Il progetto di ECOndominio, attivo oggi in 39 province distribuite in 7 regioni del Centro-Nord (Triveneto, Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Val D’Aosta), è rivolto ai condomìni centralizzati e si svolge in collaborazione con ANACI e con il patrocinio delle Istituzioni che mettono in atto politiche di contenimento dell’inquinamento e di promozione della riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente.


Per maggiori informazioni visitare il sito www.econdominio.eu

martedì 3 novembre 2015

AMBIENTE: OBAMA CI RIPENSA E BLOCCA LA TRIVELLAZIONE NELL'ARTICO

L’amministrazione Obama ha deciso di revocare le autorizzazioni di trivellazione già concesse di petrolio e gas nel Mare dei Chukchi, al largo dell'Alaska.

Barack Obama
Barack Obama
Antonio Fago commenta positivamente la decisione di Obama. Secondo il presidente degli Stati Uniti  le trivellazioni alla ricerca di petrolio e gas a largo dell’Alaska saranno bloccate “almeno per i prossimi 18 mesi”. "Congelate" dunque tutte le operazioni, e gli Usa fanno sapere che non ne concederanno altre. Decisivo il calo del prezzo del petrolio, che rende le trivellazioni meno remunerative

Dopo il maxi-flop di Royal Dutch Shell, che dopo aver speso 7 miliardi di dollari ha annullato ogni progetto di prospezioni a largo dell’Alaska, l’amministrazione Obama ha deciso di revocare le autorizzazioni concesse. Sally Jewell, il ministro dell’Interno, che negli Usa si occupa di risorse minerarie, ha cancellato altre due licenze e non ne concedera’ ulteriori.

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama aveva già annunciato il 2 agosto scorso in un video un piano "senza precedenti" per contrastare il cambiamento del clima, ovvero  la versione finale del Piano americano per ridurre l'inquinamento da fonti energetiche, anticipando una serie di norme e di regolamenti con lo scopo di limitare le emissioni di anidride carbonica.

La Shell era pronta a investire un altro miliardo nel progetto solo quest'anno - ma doveva fra l'altro ottenere l'autorizzazione del porto di Seattle a tenere la flotta delle proprie navi per le trivellazioni almeno sei mesi l'anno.
 
"La decisione del governo Usa
- continua in un commento Antonio Fago -  riflette in certa misura anche il mercato attuale  del greggio, la scarsa remuneratività delle attività estrattive: con prezzi bassi, i costi da affrontare sarebbero troppo alti". 

Ma dietro allo stop ci sarebbe, almeno secondo quanto sostenuto dal Bureau of Safety and Environmental Enforcement, anche il fatto che la Shell non ha rispettato tutte le condizioni, come fornire un calendario di lavori e interventi.
 

lunedì 2 novembre 2015

TURISMO 2.0: IL WEB AMA LE SPIAGGE DI CERVIA

180 stabilimenti balneari sotto la lente degli esperti, decine di migliaia di giudizi raccolti dai canali web come TripAdvisor, Instagram e Facebook. E poi le spiagge di Cervia a confronto con il territorio, con il sistema riviera e con il turismo nazionale. Sono solo alcuni dei dati registrati dalla società di analisi Travel Appeal che ha incrociato i giudizi degli internauti sulle spiagge di Cervia ottenendo risultati sorprendenti. Se ne parla il 6 novembre al Palace Hotel di Milano Marittima al convegno dal titolo “La web reputation delle spiagge di Cervia, un patrimonio sconosciuto alla Bolkestein. Con il contributo di UniCredit.

Vina del mar beach.jpg
"Vina del mar beach". Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons.


Un’analisi approfondita della reputazione delle spiagge e delle imprese balneari attraverso il web fotografa l'immagine 2.0 degli stabilimenti balneari di Cervia, come la raccontano i turisti. Migliaia di dati restituiscono così l’identità di un territorio, le spiagge di Cervia, registrando un giudizio generale positivo di cui essere orgogliosi.

EURODIG 2016 NEL CUORE DELL'EUROPA

Ospitato da EURid e dalla Commissione europea

Bruxelles, 2 novembre 2015 – EURid (il Registro del dominio .eu) è orgogliosa di annunciare che ospiterà il Dialogo europeo sulla Governance di Internet (EuroDIG) in collaborazione con la Commissione europea. Il Dialogo europeo sulla Governance di Internet è una piattaforma aperta alle discussioni informali e di carattere inclusivo sulle questioni di politica pubblica relative alla Governance di Internet in tutta Europa. EuroDIG integra inoltre le questioni dalle varie piattaforme della Governance di Internet nazionali d’Europa e contribuisce al Forum sulla Governance di Internet a livello globale (IGF).
L’evento, il IX EuroDIG, si terrà il 9-10 giugno 2016 presso il centro Square Meeting di Bruxelles.

‘Siamo sostenitori attivi di EuroDIG e lieti di essere in grado di ospitare l’evento del prossimo anno a Bruxelles’ ha commentato il Responsabile delle Relazioni Esterne di EURid, Giovanni Seppia.
L’invito a presentare contributi da inserire nell’agenda del IX EuroDIG è aperto e lo sarà fino al 31 dicembre 2015. Gli individui e le organizzazioni di tutta Europa sono invitati a presentare gli argomenti che desiderano vedere come oggetto di discussione dell’incontro del prossimo anno. Tutti gli argomenti saranno valutati a gennaio 2016 e diventeranno la base per il programma dell’incontro.
L’incontro pubblico per la pianificazione di EuroDIG è previsto per il 26 gennaio 2016 e tutti gli interessati sono invitati a partecipare. Le iscrizioni saranno aperte dal 1° dicembre 2015.
Tenetevi aggiornati su EuroDIG 2016, visitando il sito http://www.eurodig.org/eurodig-2016/. Ulteriori informazioni sull’evento saranno disponibili anche presso lo stand di EuroDIG durante il forum IGF a João Pessoa, Brasile. Non dimenticate di visitarlo se partecipate alla prossima riunione dell’IGF!

Informazioni sul .eu ed EURid
Il dominio .eu è annoverato tra i maggiori domini di primo livello del mondo, in grado di collegare a un'unica identità Internet oltre 500 milioni di persone, in 31 paesi dell’UE. Dall'apertura delle registrazioni nel 2005, sono stati registrati 3,9 milioni di nomi .eu in totale. Molte aziende e molti marchi utilizzano un sito web .eu perché rappresenta una soluzione pratica per manifestare una chiara identità europea e le proprie ambizioni commerciali.

EURid è l'organizzazione no-profit che gestisce il dominio di primo livello .eu, a seguito della partecipazione a un bando di gara e nomina da parte della Commissione europea. EURid lavora con oltre 750 registrar accreditati e fornisce assistenza nelle 24 lingue ufficiali dell’UE. Come parte del suo impegno costante per la sicurezza dei dati, EURid ha ottenuto la certificazione del protocollo ISO27001 sin dal 2013. Quale espressione del suo impegno ambientale, EURid ha ottenuto anche la certificazione del Sistema comunitario di ecogestione e audit (EMAS). EURid ha sede a Bruxelles (Belgio), e uffici locali a Pisa (Italia), Praga (Repubblica Ceca) e Stoccolma (Svezia).

SMART CITIES: UNIVERSITÀ E INDUSTRIA PROTAGONISTE DELL'INNOVAZIONE

Col supporto di impostazioni politiche e sociali basate su innovazione tecnologica e ricerca abbiamo la possibilità di ridisegnare le nostre città per migliorare la qualità dei servizi ma soprattutto la qualità della vita dei cittadini: è ciò che emerge dal convegno I-CiTies 2015 svoltosi nel fine settimana a Palermo e organizzato dal Laboratorio Nazionale Smart Cities & Communities del CINI in collaborazione con l'Associazione Energy@home, per confrontarsi sui principali progetti italiani nel settore dell’Informatica e delle tecnologie ICT e per stimolare una innovazione virtuosa in grado di rispondere e anticipare i bisogni di chi vive le città, di aumentare l’efficienza energetica di edifici e abitazioni, di ideare nuovi servizi che aumentino la partecipazione e il coinvolgimento dei cittadini.


Al convegno, il senatore Simona Vicari, sottosegretaria al Ministero dello Sviluppo Economico con delega alle smart cities, ha invitato l’Università e i centri di ricerca industriale a giocare sempre più un ruolo proattivo e di indirizzo per creare innovazione e per valorizzarla tramite iniziative di collaborazione pubblico/privato.

Solar fotovoltaica a Torrefarrera Som Energia



Tre i pilastri tecnologici della Smart City delineata dai progetti dei ricercatori del Laboratorio Nazionale Smart Cities del CINI e dalle aziende di Energy@home partecipanti: una rete di comunicazione capillare adatta a collegare sensori, attuatori e dispositivi anche senza l’uso di batterie (la Internet of Things); piattaforme aperte e interoperabili capaci di acquisire ed elaborare la grande mole di dati generata e soprattutto di renderla disponibile in forma di open data; servizi smart per migliorare la qualità della vita dei cittadini in modo sostenibile, riducendo le emissioni di CO2 fino ad abbatterla dello 80%, traguardo fissato al 2050 dalla Commissione Europea. Ma alcuni progetti hanno anche delineato la possibilità di ottenere la riduzione totale delle emissioni di CO2 con quartieri del futuro che diventano completamente auto-sufficienti dal punto di vista energetico.


«Il primo obiettivo di una città intelligente è favorire al massimo la partecipazione dei cittadini – spiega Giuseppe Anastasi, professore di Ingegneria informatica all’università di Pisa, organizzatore del convegno e direttore del Laboratorio Nazionale Smart Cities del CINI (Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica) - I cittae dimensioni che ognuno può portare con sé e che sono in grado di riportare in tempo reale e in mandini possono diventare i sensori e gli attuatori intelligenti del sistema con la capacità di segnalare problemi e proporre soluzioni utilizzando gli strumenti che la tecnologia mette a disposizione. Ad esempio, i ricercatori del CINI stanno sperimentando in alcune città italiane sensori di piccoliera capillare lo stato dell’ambiente cittadino e la qualità dell’aria nei punti chiave della vita quotidiana. Il Laboratorio Nazionale rappresenta oggi il principale punto di riferimento della ricerca universitaria nazionale nei settori dell’Informatica e dell’Information Technology per le smart cities».
«Nella città del futuro tutto potrà migliorare grazie alla introduzione delle tecnologie informatiche e di comunicazione – spiega ancora Fabio Bellifemine, Direttore della Associazione Energy@home– in questi due giorni abbiamo visto come queste tecnologie possano rendere più educative le esperienze di visita dei musei, come possano supportare le decisioni della Pubblica Amministrazione aumentando la partecipazione dei cittadini, rendere più efficiente e sostenibile la mobilità nonché l’accesso all’energia, migliorare la qualità della vita e il benessere degli anziani, creare ambienti smart in grado di osservare, imparare e adattarsi all’ambiente, in sintesi come possano creare un mondo migliore».
«La partecipazione al Convegno è stata superiore alle nostre aspettative – conclude Giuseppe Lo Re, professore di Ingegneria Informatica all’Università di Palermo e coordinatore del nodo locale del Laboratorio Nazionale Smart Cities –; nel  2016 molti di questi progetti passeranno da una fase di laboratorio a una sperimentazione in campo e sarà importante accedere alle opportunità di finanziamento della ricerca in ambito nazionale ed europeo e fare sistema con il tessuto industriale italiano. Ecco perché è con vero piacere che abbiamo accolto le aziende della Associazione Energy@home che lavorano in prima linea con questa prospettiva con le quali auspichiamo di poter collaborare ancora in futuro».